Principesse azzurre: Racconti d'amore e di vita di donne fra donne
































































Autore: AAVV
A cura di: Delia Vaccarello
Casa Editrice: Mondadori (piccola bibblioteca Oscar Mondadori)

Sinossi dell'opera
Era il 2003 quando arriva nelle librerie italiane questa antologia di racconti incentrati sull'amore fra donne. L'opera, che è una risposta a Men on Men, antologia gay curata da Daniele Scalise uscita sempre per la mondadori e di cui ho parlato in passato, raccoglie diversi racconti scritti da diverse scrittrici come Barbara Alberti e Rosanna Fiocchetto.
La collana è composta da 5 volumi pubblicati fra 2003 e il 2007 con i seguenti titoli:

- Principesse Azzurre - Racconti d'amore e di vita di donne tra donne (2003)
- Principesse Azzurre 2 - Racconti d'amore e di vita di donne tra donne (2004)
- Principesse Azzurre 3 - Racconti d'amore e di vita di donne tra donne (2005)
- Principesse Azzurre Crescono - Racconti d'amore e di vita di donne tra donne (2006)
- Principesse Azzurre da Guardare - Racconti d'amore e di vita di donne tra donne (2007)

Ne parlo perché
Confesso che non ho mai avuto modo di leggere queste opere, però ho avuto la possibilità di assistere alla presentazione del secondo volume che ci fu a Palermo con lap resenza della Vaccarello. Trovai molto interessante le sue parole, però non decisi di acquistarlo, perché io la mia antologia già "ce l'avevo". Però a tutte le ragazze e donne che cercano qualcosa da leggere sul loro amore, credo che questo vi possa interessare.

Prima dei saluti
Come avete visto, la settimana della donna s'è spostata da Il mondo espanso del cinema gay (in cui s'è parlato di cinema a tematica lesbica) a Il mondo espanso dei romanzi gay. Questo fine settimana dedicato alla letteratura lesbica, è iniziato parlando di quelsta collana e continuerà domani con un altro lavoro incentrato sulle donne che amano le donne. Se volete, vi aspetto anche domani.
A presto
Francesco Sansone
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Passioni Diverse

Prologo
Finisce qui questo fine settimana dedicato ai romanzi, prima di salutarvi  e darvi appuntamento a sabato prossimo, vi informo che come accadrà su Il mondo espanso del cinema gay, anche Il mondo espanso dei romanzi gay settimana prossimo sarà dedicato tutto al mondo lesbico per festeggiare pure quei la "settimana della donna".
A sabato prossimo
Francesco Sansone




























Autore: Marco Poggi
Casa Editrice: Zoe
Pezzo: 8 Euro

Sinossi dell'opera
Il protagonista è giovane, ma sembra già privo di speranza, segnato com'è dalle ferite che gli ha procurato la vita. È preda di una sconfortante delusione d'amore che alimenta una profonda sfiducia nel futuro; è oppresso da un risentimento che lo rende tetragono agli amorosi assalti di un ragazzo che si offre di accompagnarlo per un tratto di vita. Per tutto il romanzo la rabbia dei sentimenti trascolora nell'urlo frustrato verso la vita, e solo attraverso la creatività il protagonista riesce a squarciare il velo opprimente del quotidiano che offusca l'orizzonte illimitato dei suoi sogni.


Ne parlo perché...
Una storia che rispecchia lo stato attuale di molti ragazzi (quasi uomini) che, per un motivo o per un altro, si ritrovano persi di fronte a una realtà che non riesce a dare speranza. Speranza perduta o a causa di un amore finito o per via di una prospettiva di vita che non da certezze lavorative.
Con una scrittura pudica, il romanzo ci accompagna nella lettura di pagine piene di vita vera animata da metafore e lunghi silenzi.


Alcune note sull'autore
Marco Poggi è nato in provincia di Ferrara e cresciuto nella maggior parte della sua vita. Nel 2001 esce Gli anni dei ricordi (tante storie di una storia sola), e nel 2003 Diana, un romanzo ambientato in Sicilia. Passioni Diverse esce nel 2006 in versione censuta per poi tornare di recente in libreria in edizione integrale. 
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Una casa alla fine del mondo


Autore: Michael Cunningham
Casa Editore: Bompiani
Prezzo: € 16.53

Sinossi dell'opera
Bobby e Jonathan, due adolescenti vivono a Cleveland e sono molto uniti. Questa amicizia profonda darà vita ad un legame così intenso che va oltre al semplice concetto di amicizia, però quando Jonathan deve lasciare la sua città per andare al college sembra che le loro strade siano destinate a prendere traiettorie diverse, ma coem si sa certi legami sono duri a morire e così Bobby si trasferirà per raggiungere il suo amico che ormai ha preso coscienza della propria omosessualità, conoscendo anche l’ amica Clare. Bobby andrà a vivere con loro e intraprenderà una relazione con Clare e benché la loro amicizia sembrerà essere in discussione dalla ragazza, alla fine i due ragazzi resteranno assieme per sempre.

Ne parlo perché...
L'ho letto dopo aver visto il film, per l'esattezza quando gli ho dedicato un articolo nel blog dei cinema e averlo "commentato" con Majin e devo dire che, a differenza del mio amico blogger,  l'ho apprezzato anche più della versione cinematografica così come è capitato con Le Ore. Mi piace molto la scrittura di Michael Cunningham, perché da la possibilità di conoscere tutti i punti di vista dei personaggi.

Alcune note sull'autore
Lo scrittore Michael Cunningham (Cincinnati, 6 novembre 1952) è famoso per il romanzo Le ore (The Hours). Lo stesso romanzo ha reso celebre internazionalmente l’autore, grazie al premio Pulitzer per la narrativa a lui connesso.

Ha scritto altri romanzi tra cui: "Carne e sangue", "Dove la terra finisce" e "Una casa alla fine del mondo" (da cui è stato tratto un altro film).

Importante nelle sue opere è la tematica gay.




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Porno cuore

Prologo
Prima di salutarvi e darvi appuntamento al prossimo fine settimana con Il mondo espanso dei romanzi gay, voglio anche qui comunicare (dato che ho scoperto che chi legge questo blog non necessariamente legge gli altri due "miei mondi") la notizia che riguarda Io: Nella gioia e nel dolore. Il libro, infatti, dal 7 marzo sarà sugli scaffali delle librerie e si comincia con la Libreria Shalom (Via Bisazza 64) e la Libreria del Corso (Corso Vi. Emanuele 332). Questo è un momento importante per me, perché è indice che il libro sta riscuotendo un buon risconto di pubblico e volevo condividere con tutti voi questo momento, che mai mi sarei  aspettato... certo vorrei che qualcuno mi permettesse di fare una presentazione ufficiale del libro, ma intanto mi accontento di questo piccolo, ma significativo traguardo. Buona domenica a tutti voi.
Francesco Sansone
Porno Cuore




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Autori: Reim Riccardo   Veneziani Antonio  
Casa Editrice: Coniglio Editore
Prezzo: 14, 00 Euro
 
 
Sinossi dell'opera
Pornocuore raduna una cinquantina di conversazioni con giovani omosessuali - alcune volte "non dichiarati" o "non riconoscibili" - tra i sedici e i venticinque anni, raccolte in varie città italiane. Le voci di questi adolescenti, con le loro storie a volte durissime e allarmanti, con le loro fantasie più o meno deliranti e liberatorie, violente e disperate, denunciano un grande debito, più che nei confronti delle oscure voragini della sessualità, verso le pastoie di una sconsolante e tutt'ora immutata educazione piccolo-borghese: scene che sembrano uscite da filmini porno, sogni imbecilli che si direbbero rubati a Liala e Delly, perversioni da sito internet, brutalità e cinismo di pari passo con il candore più disarmante.
 
 
Ne parlo perché...
Quando lo comprai era un periodo in cui avevo appena detto basta ad un tenore di vita che ormai mi stava stretto e che in qualche modo era simile a molte delle storie che ho letto nelle pagine del libro.
 
Alcune note sugli autori
 
Antonio Veneziano  Ã¨ uno degli autori della "scuola romana". Tra le sue opere Brown Sugar, Torbida innocenza e Sudore e asfalto; il romanzo Fototessere del delirio urbano.
 
Reim Riccardo autore di numerosi libri tra i quali  Il corpo della musa. Erotismo e pornografia nella letteratura italiana dal '300 al '900. Storia, dizionario e antologia, La Parigi di Zola e Lettere libertine 
 
Insieme hanno pubblicato anche l'inchiesta sulla prostituzione maschile a Roma I mignotti.
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Omicidi. Gli omosessuali uccisi in Italia

























Autore: Andrea Pini
Casa Editrice: Nuovi equilibri
Prezzo: 9.50 Euro

Sinossi dell'opera
In Italia i delitti contro i gay sono molto più numerosi di quanto si creda. Questo libro fornisce la prima ricostruzione completa: dai casi celebri (Winckelmann, Pasolini, Lavorini, Versace) alle innumerevoli vittime sconosciute e spesso dimenticate. Ripercorrendo la cronaca nera dell'ultimo decennio, attraverso casi esemplari e analisi dettagliate, emergono i contorni di un fenomeno che i pregiudizi hanno sottaciuto o addirittura nascosto. Una ricerca mette in luce l'indifferenza della società verso questi delitti, un'indifferenza che ha ostacolato le indagini impedendo spesso l'identificazione dei colpevoli.

Ne parlo perché...
Quando ho letto questo libro era il 2003, un anno dopo la sua pubblicazione, è sono rimasto sconcertato di scoprire quanti delitti sono stati taciuti, mai mediatizzati e mai seguiti con la morbosità con cui si seguono alcuni delitti nel nostro paese che ormai non riesce a fare a meno del "diritto di cronaca", anche se poi è più una scusa per mascherare l'intento di alzare lo share.  Ho scoperto alcuni dettagli  e alcuni atteggiamenti che, in quei primi anni di accettazione della mia omosessualità, mi fecero avere un po' di paura su quello che sarebbe potuta essere la mia vita in questa società, ma anche rabbia, angoscia e senso di impotenza. Adesso che dalla pubblicazione del libro di Pini sono passati 9 anni, le cose non sono cambiate, anzi mi sembra che tutto sia rimasto come prima o, in certi casi, anche peggio di prima.

Alcune note sull'autore
Andrea Pini è uno scrittore e giornalista italiano.
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Le Interviste - Renzo Samaritani Esclusiva

Prologo
Come vi avevo anticipato ieri, oggi pubblico l'intervista che ho realizzato allo scrittore emergente Renzo Samaritani a cui rinnovo le mie scuse per non essere stato preciso come sempre nel mio lavoro, ma non ho potuto fare diversamente dato quello che è successo durante i giorni passati. Detto questo vi lascio all'intervista esclusiva di questa domenica.
Francesco Sansone

Le interviste
   Esclusiva


Nella foto Renzo Samaritani



Di te è quasi impossibile trovare informazioni personali, pertanto, ti andrebbe di dirci chi è Renzo Samaritani?
   Infatti non c’è molto da dire... ho la grande passione per lo scrivere, la buona cucina, il lavoro nel campo delle comunicazioni, l'esplorazione culturale... e la passione più grande di tutte: la ricerca del senso della vita.


Da cosa nasce questo voler ricercare un senso della vita?
   Ti rispondo con un brano del libro che è autobiografico al cento per cento: “Da bambino a volte mi capitava di andare con genitori o parenti in cimiteri e quello che facevo era, senza che se ne accorgessero, guardarli con aria stranita perché mi sembrava così chiaro che nelle tombe non ci fosse nessuno, che l'anima era da un'altra parte... e non capivo come gli adulti potessero piangere davanti a delle lastre di marmo inanimate, e fredde come il mare d'inverno. Guardavo le tombe e pensavo: “E' ovvio che da qui l'anima non c'è mai passata... esce dal corpo ed entra direttamente in un altro... è così chiaro!” Era come aver dentro di me le prove scientifiche dell'esistenza della reincarnazione. Lampante, ma allo stesso tempo non ebbi mai il coraggio di parlare di questa cosa con nessuno. Ci pensavo spesso, e mi chiedevo chi fossi stato nelle vite precedenti.” Da allora non ho mai smesso di pormi domande, e di leggere libri su argomenti spirituali.


Cosa ti ha spinto a scrivere “Un uomo di nome Stefania?
   Mi sono fatto lo schema mentale di tre tappe fondamentali di una Stefania che può essere in ognuno di noi: tutti almeno una volta nella vita ci siamo chiesti chi siamo, da dove veniamo e dove andremo e ciò vale anche per la nostra protagonista. I libri possono tirar fuori dalle persone solo ciò che già è presente. Ho scritto questo romanzo per estrarre la parte spirituale di me. Come spesso accade fra gli scrittori, scrivo anche come auto terapia.


Hai definito questo libro “semi biografico”, cosa c’è di te nell’opera?
   Ho usato le mie impressioni interiori più che gli eventi esteriori della mia vita personale. Così ho potuto dare autenticità all'immagine del paesino romagnolo in cui affondano le radici familiari e culturali di Stefania/Stefano, alle esperienze della sua vita "esagerata" nel periodo milanese, alla transizione sessuale e alla scoperta di una dimensione più equilibrata e sana nella quale progredire per la propria crescita personale.


Nel tuo libro affronti, come si evince dal titolo, il tema del cambiamento di sesso, da uomo a donna, della protagonista. Come mai questa scelta?
   Credo che siamo tutti anime spirituali eterne, indipendenti dal corpo materiale che usiamo come un abito, che ci permette di muoverci e agire in questo mondo; e che ha un sesso. Noi siamo maschi e femmine a livello di personalità che scegliamo e in questo senso il cambiamento di Stefania è anche molto simbolico e riguarda le “energie”. Ä– la sua essenza che cambia, più che il corpo. E’ un mutamento interiore che, in “Un uomo di nome Stefania”, passa attraverso un cambiamento psicologico e fisico conscio.


Però di solito chi scegli di cambiare sesso, lo fa perché in se’ ha ben presente quale sia la propria essenza e il cambiamento fisico non è che l’atto di adeguare l’involucro esterno a ciò che è dentro noi, tu invece sostieni l’opposto, come mai?
   Secondo una tradizione a cui faccio riferimento, il corpo di cui parlavo non è l'unico elemento materiale che riveste la nostra anima. C'è anche un insieme di elementi che ci portiamo dietro dopo la morte, nel passaggio da un corpo all'altro e durante la vita successiva: questi rappresentano un corpo più "sottile", tanto per intenderci quello che vediamo in un fantasma. Siamo prigionieri della ruota del "samsara" fino all’esaurimento del "karma"; dopodiché possiamo abbandonare gli elementi materiali per tornare alla liberazione, o a un pianeta spirituale. Finché siamo in questo mondo materiale, però, abbiamo una mentalità - seguita da determinate energie – femminile oppure maschile, o un mix delle due qualità. Due donne gay possono risultare tali agli occhi di molta gente perché vediamo con quelli non spirituali, abbiamo un "terzo occhio" che però quasi nessuno sviluppa e permette di guardare le energie delle persone; usandolo potremmo scoprire che energeticamente una delle due donne è femmina e l'altra ha più un'energia maschile. Nel caso del protagonista del mio libro, forse il lettore può decidere se realmente c’è stato un cambiamento di sesso... fatto sta che diventa Stefania perché da quel momento ha desiderato essere donna, a livello di energie, per poter fare determinate esperienze “mistiche”. Credo che, la maggior parte di noi, di trovarsi qui e ora lo abbia deciso. E scegliamo circostanze che possano rafforzare il carattere della nostra anima, e contribuire a mantenere la "Visione" del mondo.
   Adeguare l’involucro esterno non ritengo sia assolutamente obbligatorio per Stefano/Stefania, ma ho preferito inserire nel libro la parte dedicata a una vera e propria operazione chirurgica di mutazione sessuale perché non volevo un romanzo “new age”... come primo capitolo della “saga” desideravo rimanere più terra a terra.


L’arco di tempo in cui si svolgono i fatti va dagli anni settanta fino ai giorni nostri permettendo, a chi quei tempi non li ha vissuti, di conoscere la vita di quel periodo. Considerando appunto che il libro è quasi biografico, che ricordi hai tu di quegl’anni? Cosa rimpiangi e cosa invece no?
   Non rimpiango nulla, ricordo tutto con molto affetto. Il papà che non ho più, la sua 500 rossa, il paesino che descrivo nel libro, San Lazzaro di Savena, la vita semplice senza una tecnologia di cui oggi non potrei fare a meno.


Un altro punto cardine del romanzo è il rapporto fra Stefano/Stefania e la madre. Quanto di te c’è in questo rapporto e quanto, invece, è frutto della tua immaginazione.
   La mamma di Stefania costituisce la rappresentazione dell'archetipo "madre" della mia vita interiore. Mia mamma è una scrittrice nota (Helga Schneider) e le sue opere sono tradotte in tutto il mondo, alcune ormai veri e propri long seller. Non c’è rapporto fra noi, abbiamo conflitti irrisolti da quando me ne sono andato di casa, circa quando avevo vent’anni. Rimango comunque una persona ottimista... potresti rifarmi la domanda fra qualche anno? :-)


Quindi i vostri rapporti si sono interrotti per la tua scelta di lasciare casa, oppure l’abbandonare la casa d’infanzia è stata una conseguenza data dai vostri conflitti? E questi conflitti da cosa sono stati generati?
   Un giorno su di un apparecchio radiofonico m'imbattei in una Radio Krishna Centrale appena sbarcata a Bologna: una certa Parama Karuna stava dando delle ricette di cucina. Io ero completamente affascinato dai discorsi strani di questa mistica radio che parlava di un certo Krishna e che dava ricette vegetariane, rispondeva a telefonate in diretta e ogni tanto partiva una canzone che diceva “Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare”. Presi subito il telefono in mano e composi lo 055820161 (ricordo ancora il numero a memoria): rispose Claudio Rocchi, noto cantautore italiano che in quelle vesti si faceva chiamare Krishna Caitanya das, che subito mi arruolò per produrre delle trasmissioni da un, per ora solo virtuale, ‘studio RKC di Bologna’. E così spedii a Firenze una prova di un mio ‘Radio Italia’. Fu approvata e trasmessa, e da lì continuai. Andai anche al tempio di Castel Maggiore, in provincia di Bologna, a una e più ‘feste della domenica’. Poche settimane e già un certo Dayanidhi mi aveva convinto a trasferirmici. Mia madre si ribellò; s'informò in questura se suo figlio potesse vivere in un tempio, le dissero che un maggiorenne aveva ogni diritto di scegliere il proprio domicilio e la religione che più lo convinceva. Facevo ragionamenti che non poteva condividere e sostenevo concetti che trovava estranei, incomprensibili, proiettati in un mondo che lei definiva ‘arcaico’. Cominciarono discussioni, malumori, un abisso sempre più grande, alla fine un’incompatibilità insuperabile. Ma non era ancora finita... Nel 1995 lessi, sul Corriere della Sera, che Helga Schneider aveva scritto un romanzo e che era considerato un caso letterario. C'incontrammo e la rimproverai di aver raccontato la verità su sua madre, membro della Waffen SS e guardiana ad Auschwitz Birkenau, all’Italia intera. Il libro in questione è “il Rogo di Berlino”, ora un long seller. Che tutti sapessero di questa nonna ‘mostro’ mi metteva a disagio. Da quel giorno evitai ogni contatto con mia madre e fra noi si creò un divario che, a tutt’oggi, è incolmabile.


Un uomo di nome Stefania è solo la prima parte di un romanzo che, da quanto mi sembra di intuire, ha ancora molto da dire. Quando uscirà la seconda parte?
   Entro l’estate. Per Stefania sono previste rivelazioni spirituali nel secondo libro e, nel terzo, scoprirà come tenere insieme i “due elementi” che regolano l’universo: yin e yang. Ebbene si: sto lavorando al terzo romanzo!


Sei un autore esordiente e immagino che avrai avuto non poche difficoltà a pubblicare il tuo romanzo. Ti va di raccontarci quanto hai dovuto “lottare” poter dare alle stampe il tuo lavoro e che consiglio daresti a chi, come te, vorrebbe pubblicare i suoi scritti?
   Ho imparato molto: soprattutto a non lasciarmi scoraggiare. Materializzare un'idea e farla diventare una creazione tangibile, da condividere con il pubblico, è stata un'esperienza che mi ha fatto crescere e mi ha reso più forte. Avere l'appoggio delle persone che ti vogliono bene è d'importanza fondamentale, ma ci vuole anche passione, pazienza, impegno, perseveranza e umiltà. Sì, perché dobbiamo essere pronti a prendere molte "bastonate" e, credimi, le critiche costruttive aiutano molto più dei complimenti fatti per gentilezza. Bisogna essere disposti ad ascoltare tutti e saper distinguere tra ciò che ostacola e ciò che aiuta la dinamica della storia.


Che importanza ha avuto la lettura nella tua vita e a quale libro sei legato maggiormente e perché?
   Leggo e scrivo da sempre, da quando ero bambino. E’ una pratica fondamentale per la mia persona. Sono particolarmente legato alla Insostenibile Leggerezza dell’Essere di Milan Kundera perché dimostra come nella vita quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. C’è però l’arte di trasformare le cose pesanti in leggere. Yin e Yang possono essere tradotti approssimativamente come il lato in ombra (Yin) e il lato soleggiato (Yang) di una collina e con la mia Stefania cerco di imparare dalla vita come passare da una collina all’altra...
F.S.

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Un uomo di nome Stefania

Prologo
L'intero fine settimana è dedicato ad un giovane scrittore emergente Renzo Samaritani  e al suo libro Un nome di nome Stefania. Oggi, infatti, troverete la scheda del romanzo e domani, in esclusiva, potrete leggere l'intervista allo scrittore che vi consiglio di leggere, perché davvero interssante. Non perdo altro tempo e vi lascio alla scheda del libro e, se vi va, ci vediamo domani. Buon Sabato a tutti
Francesco Sansone

























Autore: Renzo Samaritani
Casa Editrice: BooPen
Prezzo: 12,00 Euro


Sinossi dell'opera
Crescere in un piccolo paese di provincia e lasciarlo da ragazo perché  in quel posto non c'era più nulla per cui restare. Arrivare in una grande città e rendersi conto di chi si è veramente e intraprendere un lungo percorso che porterà Stefano a diventare Stefania. Un ulteriore viaggio in Oriente, il costante bisogno di trovare risposte, vita notturna fra droga e alcolici e poi ricominciare nuovamente da zero. Un rapporto con una madre forte da ricostruire, incontri casuali, legami nati senza consapevolezza e molto altro ancora è Un uomo di nome Stafania, un libro che con una scrittura semplice, esprime concetti a volte difficili o semplicemente affrontati in maniera errata.

Ne parlo perché...
Perché è un libro che è arrivato da me da solo, desideroso di essere letto e capito. Leggendolo ho scoperto un'Italia e degli italiani che non conoscevo, perché ancora non ero nato. Una società da un lato del tutto diversa da adesso perché priva di tecnologia, telefonini, internet, ma da un altro punto di vista uguale per tutto il resto. Le discoteche, le escort, la droga e ancora i pregiudizi e la difficoltà di non essere riconosciuti perché diversi da un modello che ancora adesso non smette di essere predominante.

Alcune note sull'autore
Vi rimando all'intervista di domani.
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Il Mondo senza di me

























Autore: Marco Mancassola
Casa Editrice: PeQuod
Prezzo: 10, 33 Euro



Sinossi dell'opera
È settembre, un gelo precoce avanza. Il ventunenne Ale si sveglia di domenica mattina pensando alla ragazza che ha conosciuto la sera prima. Non sa ancora che nella settimana successiva, ogni giorno che passerà, dovrà affrontare una diversa forma di abbandono da parte delle persone che ama. Il suo compagno di appartamento Ettore, intanto, parte per Amsterdam dopo essere stato lasciato da Nino. Alla ricerca di nuova vita, di nuova consapevolezza.

Ne parlo perché...
Un libro che ci fa credere che le emozioni dei protagonisti passano a siano nostre e che le stiamo vivendo mentre leggiamo il testo. Una storia questa che grazie ad una casa editrice indipendente ha avuto la possibilità di arrivare a tanti e che ha poi spinto la Mondadori a pubblicarlo sotto la sua etichetta Piccola Biblioteca Oscar Mondadori

Alcune note sull' autore
Marco Mancassola ha 27 anni, vive a Padova. Ha scritto di culture giovanili e di cinema su varie riviste, e pubblicato racconti su riviste e antologie tra cui Coda (Transeuropa, 1996). Autore del racconto  "Luca tende la mano"  incluso nell'antologia Men on Men (Mondadori, 2002). Questo è il primo romanzo che pubblica.


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Donne romane - Storie al margine sotto l'argine


























Autore: Paolo Vanacore
Casa Editrice: Edilet
Prezzo: 10,00 Euro



Sinossi dell'opera
Donne  in cerca di affetto e sicurezza, donne  che si danno per avere e poi non ottengono nulla, donne che hanno paura della "diversità" dei propri figli, donne che pur di non perdere l'uomo che amano gli restano accanto anche se private della loro dignità, donne che si trovano a vivere esperienze mortificanti e, ancora, donne che non mollano mai la battaglia chiamata vita. Questo è il libro di Paolo Vanacora, una panoramica di donne pronte a lottare con le unghia e con i denti  per se' e per chi amano. Donne che non hanno paura di raccontarsi in prima persona per spiegare cosa significa essere una Donna.

Ne parlo perché...
Lo so, sono di parte in questo caso, perché a Paolo Vanacore sono riconoscente per essere stato il primo scrittore a farsi intervistare da me per questo blog, però se oggi vi parlo di questo libro non è per gratitudine, ma perché è davvero un libro scritto col cuore. Un libro che può aiutare tutti, donne e uomini, a capire cosa significa essere donna in una società che, seppur diversa da tanti anni fa, non riesce a farne a meno e su cui punta tutto per andare avanti.
Un libro che sa regalare emozioni forti che toccano il cuore, grazie anche alla bellissima scrittura di Paolo Vanacore.

Alcune notizie sull'autore
Vi rimando alla sezione Paolo Vanacore dove trovere anche l'intervista all'autore.
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Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire



























Autrice: Melissa P.
Casa Editrice: Fazi
Prezzo: 9,00 Euro

Sinossi dell' opera
Melissa è una ragazza di quindici anni, con una situazione familiare pressoché assente, senza minimo controllo né dal punto di vista scolastico né dal punto di vista familiare. È una bella ragazza, il cui corpo sta diventando adolescente. Lei confida al suo diario il suo disagio interiore, che riesce a sfogare soltanto nell’amore per il proprio corpo. Però nella vita reale cerca il vero amore donando il proprio corpo a chiunque glielo chieda, perché alla fine qualcuno possa placare la sete d’amore che ha in lei. Nel libro, scritto sotto forma di diario, sono descritti diversi personaggi tra cui quello di Ernesto, uno dei migliori amici di Melissa, e Letizia, una ragazza lesbica che la protagonista conosce in chat. Ernesto è gay e dalla descrizione che fa la sua amica, è un ragazzo molto dolce e con qualche problema di doppia personalità

Ne parlo perché...
Credo che quelli della mia generazione, abbiano quasi tutti letto questo libro che nel 2003, anno della sua uscita, suscitò diverso scappore. Io che quell'anno avevo 19 anni, mi sono ritrovato il libro fra le mani durante il periodo invernale, per l'esattezza sotto le festività natalizie (capisca quanto leggo a natale), perché un mio carissimo amico dell'epoca, lo aveva comprato e lo passò un po' a tutti amici. Dopo averlo letto, è passato un po' di tempo, circa sei mesi, prima di acquistarlo e metterlo sui miei scaffali.  Ogni libro che leggo lo voglio possedere perché in qualche modo entra a far parte di me e quindi anche se capita di leggerlo in prestito, dopo devo acquistarlo e rileggerlo, sottolineandondo frasi e inserire le mie opinioni... lo so, sono un folle.

Alcune note sull'autrice
Melissa P. nasce a Catania nel 1985. Debutta nell'editoria proprio con 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire. A questo seguirà nel 2005 L'odore del tuo respiro, mentre l'anno successivo, il 2006, da alle stampe il terzo libro In nome dell'amore. Dopo questo volume, l'autrice si ritira momentaneamente dalle scene per ritornare nel 2010 con il quarto libro Tre.
Dopo aver partecipato fino a Dicembre 2010 al programma di La7 Victor Victoria, adesso è nel cast del programma di Italia1 Mistero.


Prima di Salutarvi e darvi appuntamento al prossimo wek end voglio ringraziarvi per le 11.000 visite al blog. Grazie mille a tutti voi.
Francesco Sansone
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Martin e John



























Autore: Peck Dale
Casa Editrice: Feltrinelli
Prezzo: 5,68 Euro

Sinossi dell'opera
"L'unica cosa che sento, come fosse l'illusione del mare in una conchiglia appoggiata al mio orecchio, è il respiro roco di Martin". Martin il ragazzo seducente, l'habitué dei locali notturni di New York, il ricco vizioso che riempie la vasca da bagno di diamanti. John, il ragazzo che si è lasciato alle spalle un padre brutale e violento, una madre succube e malata e una casa nel mid-West degli Stati Uniti per affrontare una vita nuova, ma ugualmente dura, sui marciapiedi di New York. Si incontrano. Ma la loro storia d'amore è destinata a una fine tragica: l'Aids getta la sua lunga ombra scura sul loro rapporto. Martin muore e John ripercorre le fasi essenziali della sua formazione finché il suo io narrativo non si sovrappone a quello dell'autore.

Ne parlo perché...
Anche questo è un libro che ho trovato epr caso, mi è capitato sotto naso all'improvviso e all'improvviso l'ho preso, l'ho comprato (anche grazie al prezzo conveniente) e l'ho letto. Mi è piaciuto, mi ha emozionaot, mi ha fatto riflettere e capire che ogni storia ha qualcosa da insegnare.

Alcune note sull'autore
Dale Peck è nato a Long Island nel 1967 ed è uno scrittore, critico e colonnista. Il suo romanzo Sprout ha vinto il premio Lambda Literary Award per la sezione LGBT letteratura per bambini e ragazzi ed è arrivato fra i finalisti per la stessa categoria del premi Stonewall Book Award. Martin e John invece è il suo primo romanzo uscito nel 1993, mentre è del 2010 il suo ultimo, per ora, romanzo dal titolo Shift! A novel.

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Chris

























Autore: Johann S. Lee
Casa Editrice: Besa
Prezzo: 16,00 Euro



Sinossi dell'opera
Chris è una storia sull'amore, sulla vita, sulla morte, affrontati con acume, lucidità e un coraggio insoliti. Racconta, senza enfasi alcuna, una storia semplice e complicata allo stesso tempo: le vicende sentimentali di un giovane che scopre di essere omosessuale nella Singapore paternalistica e autoritaria dei nostri giorni. Chris, il protagonista, ripercorre la sua adolescenza: una madre autoritaria segnata dalla vita, i giochi con sua sorella Tammie, un padre assente e alcolista morto di leucemia. In un diario Chris annota la sua "educazione sentimentale": gli amici, la vita militare, i viaggi a Sidney, l'amore delicato per Samuel e la morte di quest'ultimo.

Ne parlo perché...
Questo è il terzo e ultimo dei libri che mi sono regalato per queste feste. Seppur l'ho visto per caso in libreria l'anno scorso, semrpe di dicembre, non ho avuto modo di comprarlo non prima di questo Natale. Quando l'ho visto fu amore a prima vista. La sua copertina mi attirò e in uno scatto involontario, mi sono ritrovato ad averlo fra le mani leggendone la trama. Seppur quel giorno mi ero ripromesso  di andarlo a comprare qualche giorno dopo, non è stato così. Ma questo dicembre, sempre per caso, l'ho rivisto in libreria e questa volta non me lo sono fatto scappare. Una lettura che vale la pena di leggere in uno stile, quello diaristico, a me non del tutto estraneo.

Alcune note sull'autore
Johann S. Lee  è nato nel  1971  e vive e lavora a Londra. Il romanzo "Chris" è il suo libro di debutto nell'editoria stampata.
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Lettera di un padre omosessuale alla figlia

























Autore: Daniele Scalise
Casa Editrice: Rizzoli
Prezzo: 15,00

Sinossi dell'opera
   Peccatori, colpevoli e sofferenti. Come facevano gli omosessuali nell'Italia bigotta degli anni Sessanta e Settanta? Daniele Scalise lo confida a sua figlia, ormai adulta, in questo libro: "Cercherò di raccontarti chi sono e perché sono così. Cercherò di spiegarti chi sono quelli come me". Una lettera appassionata in cui parla di sé, della propria vita e delle proprie scelte, di come e quando ha scoperto di amare gli uomini, del perché ha scelto di concederselo senza più nascondersi. Sullo sfondo, un paese governato dall'ipocrisia, dominato dalle formalità e incapace di tenere il passo con le svolte epocali che lo investono. La generazione di Scalise ha dovuto lottare per esprimere liberamente la propria sessualità, vincendo i sensi di colpa e l'ossessione del peccato. L'autore è stato testimone dei traguardi raggiunti in trent'anni di battaglie, e in questa lettera ripercorre dal principio i propri passi. Dai primi scontri con i genitori "all'antica" divisi tra affetto e compassione, all'amore per la moglie, e per le donne che gli hanno insegnato a mettersi in discussione. Fino al "coming out" organizzato dalla figlia nella sua classe per spiegare ai compagni che si può essere omosessuali e anche padri. Scalise insegna a non aver paura dei pregiudizi, racconta le mille sfumature della parola famiglia e denuncia senza mezzi termini l'ipocrisia delle istituzioni italiane. E mostra il mondo gay com'era ieri e come è oggi, ancora al centro di dibattiti, sempre in cerca di una banale normalità.

Ne parlo perché...
   Questo è uno dei libri che ho letto durante queste vacanze, in tutto ne ho letti 3, che ho acquistato dopo aver scoperto la storia di un uomo intrappolato in una realtà che non riesce più a gestire. Questa realtà mi ha suscitato tante domande e così ho iniziato a cercare sul web un libro che affrontasse questo tema. Ero curioso di sapere come un uomo sposato e con dei figli, riesca, una volta che prende in mano la sua vita, a confessare la propria natura alle persone che più ama, ai suoi figli e così ho trovato questo libro di Daniele Scalise che con un linguaggio schietto, diretto, affettuoso che solo un padre sa usare parlando con il proprio figlio o, come in questo caso una figlia, confessa la sua vita, la sua storia lasciando da parte le paure, generate per lo più dalla società che ci circonda.

Alcune note sull'autore
   Daniele Scalise è un giornalista e scrittore. Fra il 2000 e il 2001 ha curato la rubrica «Cose dell’altro mondo» su  Panorama; mentre fra il  2001 e il 2002 ha curato sull’Espresso «GayWatch». Dopo la chiusura passò al Foglio, il quotidiano di Giuliano Ferrara scrivendo la rubrica  «Froci» fino al 2004.
La sua attività di romanziere inizia nel 1996, quando ha dato alle spante il suo primo lavoro Cose dell’altro mondo. Viaggio nell’Italia gay, una sorta di libro-documentario sulla condizione degli omosessuali di metà anni novanta. Fra il 2002 e il 2006 ha curato la collona di Men on Men per Mondadori. Il suo ultimo libro pubblicato è Lettera di un padre omosessuale alla figlia che è uscito nel 2008.
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Tutto su mia madre


Autore: Pedro Almodóvar
Casa Editrice: Einaudi
Prezzo: 8,00 Euro



Sinossi dell'opera
 La notte in cui un'auto investe suo figlio Esteban, Manuela piange fino a restare completamente senza lacrime. E, lontana dal vedere con chiarezza, il presente e il futuro si confondono nella stessa oscurità. Le ultime righe che il figlio ha scritto su un taccuino, da cui non si separava mai, sono dirette al padre, che non ha mai conosciuto. Manuela parte alla ricerca del padre di Esteban per dirgli che le ultime parole di Esteban sono state per lui, ma prima deve dirgli che aveva un figlio e che ora questo figlio era appena morto. Gli vuole anche dire che si chiamava Esteban, come lui... Assieme all'edizione integrale della sceneggiatura di Pedro Almodovar, il libro contiene le riflessioni del regista, i testi e le testimonianze degli attori.


Ne parlo perché...
C'è stato un periodo in cui per pagarmi gli studi ho lavorato part time presso la biblioteca della mia facoltà e fra i diversi compiti che dovevo svolgere, c'era quello di  sistemare negli scaffali i libri e un giorno mi capito fra le mani questo volume. Non sapevo che il regista spagnolo avesse deciso di racchiudere la sceneggiatura del suo film  di massimo successo in un libro e così felice della mia scoperta, non appena finii di lavorare, andai subito in libreria a comprarlo e lo divorai in meno di una settimana



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Le Interviste - Giuseppe Previtali Esclusiva

Prologo
Questa settimana naturalmente segna il ritorno anche de Il mondo espanso dei romanzi gay, il blog del fine settimana, che questa settimana vi propone una mia intervista esclusiva al giovanissimo scrittore Giuseppe Previtali, autore del libro Storia e cultura dell'omosessualità di cui vi ho parlato poco prima delle vacanze.
Prima di lasciarvi voglio ricordarvi l'appuntamento di domani dedicato ad un libro che forse non tutti conoscono, ma la cui storia è nota a tutti.
A domani e buon sabato
Francesco Sansone

L'intervista
   Esclusiva



Nella Foto Giuseppe Previtali

- Facendo un giro sul web, a parte il tuo blog, non ho trovato molte notizie su di te, pertanto ti faccio una domanda forse scontata, ma indispensabile per un giovane autore.: Chi è Giuseppe Previtali?
 La risposta potrebbe essere in realtà molto più complessa di quanto la domanda non sembrerebbe esigere. Dal punto di vista anagrafico: ho 19 anni e studio Lettere (indirizzo storico – filosofico) presso l’Università degli Studi di Bergamo. Lo scorso anno ho preso la maturità scientifica. Dal punto di vista artistico (o pseudo – artistico) il mio biglietto da visita è la scrittura in ogni sua forma (narrativa, saggistica, teatro etc.) ma sono anche un grande appassionato di arte contemporanea e di cinema

- Nel tuo libro “Storia e cultura dell'omosessualità” sì legge: “Un'analisi puntuale e precisa, attraverso la ricostruzione storica, dell'omosessualità e del suo significato: si comprende quanto l'isolamento e la discriminazione siano ancora presenti. Se nell'antichità l'omosessualità è considerata una tappa della crescita dell'individuo, nell'età moderna subisce la totale disapprovazione della Chiesa Cattolica. Tuttavia, le lotte e le conquiste delle varie associazioni hanno modificato e chiarito molti luoghi comuni, giovando di gran lunga alla cultura sull'omosessualità odierna.” Cosa ti ha spinto a scrivere un libro che affrontasse la ricostruzione storica di ciò che è stata nei secoli l’omosessualità?
 Sostanzialmente il fatto che mi sembrava un argomento di primaria importanza, ai giorni nostri. Mi spiego meglio: si parla tanto di “stato civile” ma credo che non si comprenda fino a fondo ciò che si sta dicendo quando si parla in questo modo. La ricostruzione storica da me attuata aveva lo scopo di mostrare come, nel caso di una materia ampia ma circoscritta come quella da me scelta, ci fosse tanto da dire e da discutere. Molto spesso si tende a far passare in sordina la questione dei diritti degli omosessuali (soprattutto in Italia) e, preso atto di ciò, mi sono chiesto quali fossero le ragioni profonde di questo disinteresse. Sono andato a scavare nella Storia e nella Religione per cercare di riesumare il racconto dimenticato dei generi discriminati.

- Suppongo che tu ti sia documentato abbondantemente per questo tuo progetto, pertanto mi chiedo, e ti chiedo, se c’è stata una scoperta, durante le tue ricerche, che, in qualche modo, ti ha stupito sia positivamente che negativamente.
 Sì, assolutamente. La cosa che mi ha stupito maggiormente è stato l’approfondimento che – per forza di cose – ho dovuto fare circa la cultura greca e nella fattispecie sul mito platonico contenuto nel Simposio in cui si da una specie di giustificazione dell’esistenza dell’omosessualità, in un certo senso giustificandola e/o legittimandola. Sono rimasto piacevolmente colpito dalla finezza e dall’intuito con cui Platone ha intessuto quella storia (dimostrando inoltre che i Greci erano, per i tempi, alquanto aperti mentalmente). La cosa più negativa in cui sono incappato è stato la “Lettera per la cura pastorale delle persone omosessuali” di cui ho riportato, nel libro, il testo integrale. Mi sembra un documento di disgustosa importanza per tutti coloro che vogliano comprendere come accade che, nel XXI secolo, si possa essere discriminati per i propri gusti sessuali.



- Dagli studi fatti pensi che gli sbagli del passato, che in qualche modo persistono ancora oggi, sono destinati a ripetersi in virtù di quel legame tutto italiano fra Stato e Chiesa, oppure credi che anche nel nostro paese l'atteggiamento nei confronti dell'omosessualità possa mutare, facendola così riconoscere come naturale alterità della sessualità umana meritevole di pari diritti dell'eterosessualità ?
 Il mio insegnante diceva sempre che “la storia non si fa con i se e con i ma”; ciò nonostante qualche congettura sul futuro del nostro Paese sento di poterla azzardare. Credo che l’Italia abbia delle buone possibilità che però vengono quasi sempre gettate al vento oppure si spengono prima ancora di poter risultare di una qualche utilità. La presenza della Chiesa Cattolica è effettivamente un problema per la crescita del Paese in materia di riconoscimento civile ma non credo che sia un buon motivo per rimanere nell’inerzia: ci sono moltissime realtà più o meno grandi come sfera d’influenza che svolgono delle attività egregie in questo senso e sono la dimostrazione che una speranza la si può sempre trovare.

- Tuttavia questo non è il tuo libro di debutto nell’editoria stampata, bensì è il secondo lavoro che dai alle stampe. Ci vuoi parlare del tuo precedente lavoro e di come hai deciso di pubblicarlo?
 Il mio primo lavoro è stato una sorta di esperimento, di esercizio di stile. Si tratta di una decina di racconti scritti durante il 2009 raccolti sotto il titolo di “Un’ ordinaria follia”. Non essendo sicuro del loro livello ho deciso di pubblicarli autonomamente senza ricorrere ad una casa editrice ma appoggiandomi al sito www.lulu.com che offre un ottimo servizio in questo senso. Il tema centrale dei racconti è costituito dalle storie dei protagonisti – modellati sulla base di persone realmente esistenti – che cercano sempre qualcosa, di materiale o esistenziale. L’altra costante è la fine che incontrano, giacché tutti inesorabilmente trovano la morte; non si tratta – ovviamente – di un augurio di morte che faccio ai miei conoscenti quanto più del tentativo di esorcizzarne l’allontanamento nell’atto di descriverlo.



- Cosa ha generato questa necessità (vogliamo chiamarla così?) di esorcizzare la morte alla tua età?
Questa è sicuramente la domanda più complessa a cui dovrei dare risposta. Diciamo quindi così: sin da quando ero piccolo ho sempre avuto il terrore di essere lasciato solo dalle persone che amo (dove per amare s’intende un sentimento d’affezione più generico di quanto non lo sia il sentimento amoroso propriamente detto) e – in particolar modo – dai miei amici. Il mio personalissimo criterio per riconoscere l’importanza di una persona (sia essa un amico/a o qualcosa di più) è il manifestarsi il me del pensiero che sarei anche disposto a dare la vita per quella persona (e non è una cosa che mi succede spesso). Inoltre quando una simile credenza si presenta in me non mi importa se questa è ricambiata, nel senso che il mio sentimento è sempre gratuito. Far morire i miei personaggi, però, è un po’ come pretendere di essere amato.



- Come accennavo poco prima, tu sei anche il curatore del blog Hard time  in cui parli un po’ di tutto come politica, tv, società. In che base scegli gli argomenti da trattare?
 Lo sviluppo degli argomenti che ho proposto corrisponde – in linea di massima – al mio sviluppo intellettuale. Gli articoli di politica (di cui ora non mi occupo quasi più) risalgono tutti all’epoca del mio ultimo anno di liceo e sono stati “causati” dagli accorati interventi del mio insegnante di Storia e Filosofia. Passato ad una formazione di carattere universitario improntata ad un approccio più originale verso la cultura sono passato ad articoli sull’identità di genere dove cerco di proporre delle mie teorie o intuizioni circa questa materia.

- Come nasce l’idea di aprire una finestra sul web, come un blog appunto, e confrontarti con chi legge in maniera così diretta?
 Mi è sempre piaciuto il fatto di confrontarmi con gli altri internauti e, per quanto questo possa essere pericoloso, lo trovo molto stimolante da un punto di vista intellettuale. Quando si ha qualcosa da scrivere, secondo me, è bene farlo. A maggior ragione su un blog, visto che si ha la possibilità (teorica è vero, ma quantomeno è un potenziale) di venire letti e commentati. Penso che per chi desidera diventare (o pretende di essere) culturalmente all’avanguardia il blog sia uno degli strumenti più adeguati.

- Che intendi dire con pericoloso?
 Intendo dire che, come tutte le forme di espressione, anche la scrittura su un blog come quella che io svolgo tende a mettere a nudo alcuni aspetti di chi le compie. Non è sempre facile convivere con questa realtà e neanche è facile convivere con gli altri. C’è sempre il rischio di non essere capiti e/o di essere giudicati.

- Che ruolo ha avuto la lettura nella tua vita e quale è il libro a cui sei più legato e perché?
 Fra me e la letteratura c’è sempre stato un rapporto di amore ed odio: ultimamente infatti mi affatica molto leggere e, paradossalmente, non mi appassiona (almeno per quanto riguarda la prosa). Preferisco di gran lunga leggere poesia o, in larga misura, saggistica di vario genere. Ciò non significa però che non abbia letto almeno alcuni libri, i cosiddetti classici, che penso ci si debba obbligare a leggere. Non mi è facile scegliere un solo libro a cui sono legato ma penso che quello che mi ha influenzato culturalmente di più sia stato “1984” di George Orwell perché leggendolo mi sono accorto di quanto fosse pertinente alla nostra realtà e, a lettura ultimata, mi si sono come aperti gli occhi (il che non è poco, per un libro…)

- Che cosa consiglieresti ad un giovane autore che vorrebbe pubblicare le proprie opere?
 Il consiglio che posso dare è questo: non aspettarsi nulla. Non vuole essere però un messaggio scoraggiante: credo che i giovani abbiano molto da dare in ogni campo dell’arte e del sapere ma che non ci siano, oggi come oggi, condizioni ottimali per farlo. Un altro consiglio che posso dare è di valutare bene che cosa proporre alle varie case editrici e soprattutto di prestare attenzione al tipo di contratto che viene proposto.
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17 gennaio 2011: Le feste sono finite


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