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#QuelliInCoprifuoco, da domani partono le dirette Instagram de Il mio mondo espanso con tanti cantanti, scrittori e artisti

 


Mai come in quest'ultimo anno avvertiamo tutti la necessità di trascorrere serate in compagnia di amici, con cui chiacchierare e scherzare un po'. In quest'ottima di spensieratezza nasce #QuelliInCoprifuoco, una serie di live su Instagram.


Da domani, per tre settimane ogni martedì, mercoledì e venerdì, alle 22:00 scrittori, cantanti e artisti si racconteranno come mai fatto prima. 


Nove artisti, infatti, hanno accettato di tenervi compagnia, parlando dei loro lavori ma sopratutto di loro fra il serio e faceto. Tante le "prove" a cui saranno chiamati a sottoporsi, fra queste le spinose domande del "Le cose che non dici" e il cimentarsi con generi e mondi distanti da loro. 


Un'ora di divertimento per sentire meno il peso di questo coprifuoco a cui le misure per contenere la diffusione del coronavirus ci hanno costretto a rispettare per il bene di tutti.


Gli ospiti di #QuelliInCoprifuoco

08/02  La cantante e conduttrice Mariana Somma

09/02 Il duo musicale I Monterosso

10/02 Lo scrittore Emiliano Di Meo

16/02 Lo scrittore e regista teatrale Paolo Vanacore

17/02 Lo speaker e autore Pio Russo

18/02 Lo scrittore Paolo Costa

23/02 Lo scrittore Vincenzo Restivo

24/02 Lo speaker Roberto Sdino

25/02 Lo scrittore Salvatore Improta


Quindi, appuntamento a domani sera alle 22. Diventa pure tu uno di #QuelliInCoprifuoco de Il mio mondo espanso.

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Emiliano Di Meo: "Un tempo mi ferivano i commenti negativi. Stroncavano i miei libri per attaccare me".



Emiliano Di Meo è uno degli autori indipendenti più discussi. Ogni volta che esprime sui social le sue idee o il  modo in cui intende debba essere la scrittura, non mancano reazioni e contestazioni.
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INTERVISTA: «Da autore sento di avere la responsabilità di far riflettere.» - Lo scrittore Emiliano Di Meo si racconta.

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A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Emiliano Di Meo, l'autore di So quando sei felice dal colore dei tuoi occhi, il romanzo di cui vi ho parlato ieri, torna a raccontarsi a Il mondo espanso dei romanzi gay. Nell'intervista, che fra poco potrete leggere, l'autore del romanzo non solo parla del suo ultimo lavoro, ma si confessa, e ci confessa, alcuni aspetti della sua personalità. Una chiacchierata che, ne sono certo, saprà farvi apprezzare maggiormente questo giovane scrittore dall'indiscusso talento.

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D. Il tuo nuovo romanzo è una storia d’amore dei nostri giorni. Com’è nata l’idea e come l’hai sviluppata?
R. L’idea è nata dalla necessità di raccontare una storia d’amore che fosse di incoraggiamento per tutte quelle coppie che si trovano ad affrontare una “difficoltà” in più rispetto alle altre. Era da tempo che volevo raccontare la vita di questi due personaggi, del loro incontro, e del modo in cui trovano la via per intrecciare le proprie vite, ma prima era doveroso leggere, documentarmi, discutere. Mi sono, dunque, preso il tempo per farlo e solo quando ero certo di quanto stavo per raccontare, mi sono messo al lavoro.

D. Nel romanzo affronti l’aspetto con cui, nel nostro ambiente, le relazioni si consumano troppo in fretta. Hai preso spunto dalla tua esperienza?
R. No, non sono uno che consuma in fretta le relazioni. Sono uno che ci pensa bene prima di iniziarne una e quando accade vuol dire che è successo qualcosa di importante, almeno dentro di me. Quello che succede poi dentro l’altro, beh… rimane spesso un’incognita. Credo che il nostro ambiente dovrebbe dirottare l’attenzione altrove. Mi sembra ci sia più il gusto del collezionismo, dei grandi numeri, meno quello della reale conoscenza, della ricerca di una fusione. Questa è la mia impressione. È facile confondersi e credere che la facilità con la quale si può “spaziare” e “diversificare” ci renda più liberi o ci arricchisca, invece rischiamo di impoverire il nostro vivere, ma anche questa rimane sempre una mia riflessione. Ognuno deve trovare la propria via in base alle rispettive ambizioni.

D. Samuel e Mirko sono due ragazzi completamente diversi. Sei dell’avviso che gli opposti si attraggono?
R. Sono dell’avviso che gli opposti si attraggano fino a un certo punto. Sono più dell’idea che le relazioni funzioni meglio tra simili, ci si fa meno male. È bello scoprirsi apparentemente diversi su alcuni aspetti che potremmo definire secondari, ma ci deve essere compatibilità di visione su quelli imprescindibili.
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D. Nel romanzo affronti una tematica spinosa, che non diciamo per non rovinare la sorpresa ai lettori. Tuttavia, la tratti senza salire sul pulpito o senza voler insegnare nulla a nessuno. Il tuo intento è quello di dimostrare che anche la paura più grande è fondata dal pregiudizio e dalla mancanza di conoscenza. Perché hai scelto questa formula di narrazione?
R. Perché è quella con la quale affronto la vita. Credo di non avere niente da insegnare a nessuno. Come dico anche nella lettera alla fine del libro, sono io stesso alla ricerca delle mie risposte, quindi non posso aiutare gli altri a trovare le proprie. Da autore, da artista, se me lo concedi, sento, però, di avere delle responsabilità e la responsabilità di ogni artista è quella di far riflettere. Accendere una lampadina, indicare un sentiero, spostare i riflettori sugli aspetti meno rosei della vita, perché fanno anch’essi parte dell’esistenza e non si possono ignorare. Non basta voltarsi dall’altra parte. A me interessa quello che succede quando il lettore chiude il libro, dopo averne letto l’ultima pagina. Cosa gli rimane? Quello è il mio punto.

D. Nel romanzo fai diversi riferimenti alla musica rock. The Rolling Stones e i Muse sono alcuni dei gruppi che vengono citati assieme alle loro canzoni. Quanto della musica che piace Samuel piace anche a te?
R. Molta della musica che ascolta e suona Samuel, coincide con quella che ascolto io. A me piace quasi tutta la musica. In casa mia trovi dischi di ogni tipo. Dai The Rolling Stones a Taylor Swift, da Mina a Sam Smith, musica latina e araba, Guns ‘n Roses e Laura Pausini, Adele e Maluma, Erykah Badu e Fiona Apple. Ognuno ha qualcosa da dire e a me piace ascoltare diverse storie.
Ciascun autore mi racconta del proprio mondo e io faccio tesoro di tutto.

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D. Per concludere, cosa ti è rimasto della lavorazione di questo romanzo e quale particolare hai amato particolarmente descrivere?
R. Sono orgoglioso di questo lavoro, lo sono molto. Sono orgoglioso del progetto intero. Per me hanno particolare importanza i dialoghi e molte delle cose che si dicono i due protagonisti sono rimaste con me. Le parole che pronunciano i personaggi dei miei libri, rivestono una particolare importanza. Nulla è lasciato al caso. Le parole sono importanti.

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So quando sei felice dal colore dei tuoi occhi - Emiliano Di Meo racconta una storia realisticamente dolce-amara

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A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Trama: Questa è la storia d'amore tra un insegnante di lingue e il giovane bassista di una rock band amatoriale. Al primo, uomo dai colori talmente chiari da sembrare albino, la vita ha insegnato a innalzare muri. Al secondo, estroverso artista metropolitano, quella stessa vita insegnerà come scavalcarli per spingersi oltre le proprie paure.

Questa la trama di So quando sei felice dail colore dei tuoi occhi, l’ultimo romanzo di Emiliano di Meo (Self publishing Amazon. Prezzo cartaceo: 8,20 Euro; Prezzo Ebook: 2,99 Euro)

L’autore racconta, con il suo stile asciutto, diretto e dinamico, una storia dolcemente triste. Ci fa appassionare a due personaggi così diversi fra loro ma, proprio per questo, complementari. L’uno è la metà dell’altro.


Ciò che colpisce in questo ultimo romanzo è il tatto con cui Di Meo affronta uno dei temi più spinosi dell’era contemporanea. Lo fa senza salire sul pulpito, ma da narratore. Il suo intento, infatti, non è quello di sciorinare nozioni o numeri, ma dimostrare come ciò che ci fa più paura al mondo è meno spaventoso di quanto immaginiamo.

I dialoghi, che costituiscono buona parte del romanzo, sono autentici e non scadono mai nell’edulcorazione o in quel limite che separa il realistico dal favolistico. Di Meo sa di cosa parla, in fondo l’omosessualità fa parte della sua vita, e vuole raccontarlo per quello che è, senza utopie o fantasie.


Pertanto, se avete voglia di un bel romanzo realistico, dolce e amaro allo stesso tempo, So che sei felice dal colore dei tuoi occhi  di Emiliano Di Meo è ciò che vi serve, quando avete voglia di accucciarvi sul divano e leggere. 
Consigliato!


DOMANI NON PERDETE L'INTERVISTA A EMILIANO DI MEO

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«Le opportunità per essere felici vanno colte e non svilite dal quadro generale.» Intervista allo scrittore Emiliano di Meo.

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Intervista di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Sono davvero contento di ospitare all'interno de Il mondo espanso dei romanzi gay Emiliano Di Meo, un autore che ho imparato ad apprezzare non solo attraverso la lettura del suo romanzo 'La parte sospesa del cuore', ma anche per il lavoro che ci ha portato all'intervista che segue. A causa di alcuni miei  imprevisti i tempi con cui è stata realizzata si sono allungati, ma Di Meo non solo si è dimostrato una persona perbene e di un'infinita sensibilità, ma un vero professionista. Ha saputo comprendere la situazione e attendere con educazione che potessi tornare a lavorare. Di questo gliene sono grato. 
Dicevo che Emiliano Di Meo è una persona di un'infinita sensibilità, che, sono certo, arriverà anche a voi, dopo aver letto le sue parole. Fidatevi!
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D. ‘La parte sospesa del cuore’ è un romanzo dal sapore antico. La storia mescola dramma e romanticismo, giungendo a un finale inaspettato. Come nasce la storia?
R. Era da un po’ di tempo che pensavo a quello che sarebbe stato il messaggio del mio prossimo racconto e in maniera del tutto eccezionale, in genere non è così, la prima cosa che mi è venuta in mente è stato il titolo. Dopo qualche tempo sono partito per un lungo viaggio in Sud America e lì, parlando con un sacco di persone, mi sono reso conto di come siano ancora radicati alcuni preconcetti. Non mi riferisco solo a quelli contro l’omosessualità, ma mi ha stupito come, in paesi dove in ogni individuo scorre sangue di diverse etnie, sia così forte il razzismo per il colore della pelle. Più scoprivo i posti che visitavo, più si delineavano le personalità dei protagonisti, Armando e Juan Carlos. Poco alla volta la storia è venuta da sé. Mi sono messo a lavoro appena rientrato a Roma e scrivere ‘La parte sospesa del cuore’ è stato un viaggio nel viaggio. Ci ho messo diversi giorni a staccare la mente e il cuore dalla storia dopo averla pubblicata.

D. Quando siamo entrati in contatto mi hai detto che ‘La parte sospesa del cuore’ era il romanzo con cui volevi farti conoscere da me e dai lettori de Il mondo espanso dei romanzi gay, perché?
R. Perché è una storia nella quale credo fortemente. Una storia che ha emozionato me mentre la scrivevo, che mi emoziona quando mi capita di rileggerla, e che ha emozionato chiunque l’abbia letta finora. È inoltre una storia molto apprezzata dal pubblico maschile e mi piace l’idea di contribuire a far conoscere nuovi aspetti della mia comunità, quella LGBT. Ci sono troppe cose che ancora si ignorano di noi ed è arrivato il momento di scrollarci di dosso tutte le etichette che ci hanno affibbiato o che ci siamo affibbiati noi stessi. Se mi chiedessero di chiudere in una capsula uno dei miei lavori per poi spedirlo nell’universo e far conoscere alla generazione future chi era Emiliano Di Meo, affiderei il compito a ‘La parte sospesa del cuore’.

D. Nel romanzo affronti diversi temi interessanti che vorrei analizzare con te. Partiamo dall’omosessualità. Essa è vissuta nell’ombra ed è incapace, o almeno inizialmente è cosi, di andare oltre al pregiudizio della gente. Perché hai voluto affrontare il tema da questa prospettiva?
R. Perché per molte persone è ancora così, in molte parti del mondo e anche qui da noi. Pochi giorni fa un uomo mi ha scritto per ringraziarmi e mi sono emozionato. Ha ammesso di non aver mai confessato la propria omosessualità a nessuno, né alla famiglia né agli amici più intimi, per poi aggiungere che grazie ai miei libri ha iniziato a pensare che non sia troppo tardi per farlo. Mi sono emozionato seriamente! Se quello che scrivo ha il potere di fare una cosa del genere ho raggiunto il mio obiettivo. Tutti dobbiamo sentirci liberi di vivere nel vero, perché non c’è un altro modo di raggiungere la felicità.

D. Passiamo all’amore. Esso è forte, ma non è capace di spingere uno dei protagonisti a lasciare la vita di copertura che si è costituito. Secondo te, cosa spinge una persona a piegarsi al giudizio dell’opinione pubblica?
R. Il gioco delle aspettative, del sentirsi in dovere di dimostrare ad altri che siamo all’altezza di chissà che cosa. Il pensiero che in quanto maschi o femmine, bianchi o neri, etero o omo, dobbiamo assumere un determinato atteggiamento o avere gli stessi gusti. È una specie di lavaggio del cervello da ogni parte e direzione del quale non siamo consapevoli neppure noi.

D. Quando ti dicevo che il tuo romanzo mi ha dato la sensazione di trovarmi di fronte a un testo dal sapore antico, intendevo che mi è sembrato di leggere un romanzo vittoriano. Sebbene lo stile sia contemporaneo, la struttura classica e la purezza della struttura lo rende particolare in un’epoca in cui anche i romanzi hanno corpi differenti. La tua è stata una scelta voluta o la scrittura rispecchia la tua anima di lettore?
R. La scelta è stata in parte voluta, perché volevo che il romanzo avesse  il sapore di un’altra epoca, e un po’ è venuto da sé. Lo richiedeva la storia, l’animo dei personaggi. Era fondamentale per me che iniziando a leggere questo romanzo il lettore venisse catapultato in un’altra atmosfera.

D. Un altro aspetto interessante che ho trovato è stata la scelta di raccontare la storia attraverso un narratore onnisciente, osservatore discreto della vita dei due protagonisti dall’inizio alla fine.  Perché hai scelta questa tecnica?
R. Perché volevo risultarne esterno anch’io. Volevo farmi spettatore insieme ai lettori della storia di due uomini che si accompagnano e inseguono per tutta la vita. Volevo che si avesse un po’ la sensazione di guardare un film e quello dell’osservatore discreto mi è sembrato il giusto escamotage. I suoi occhi sono come la cinepresa del registra e noi possiamo sederci e, attraverso di essi, gustarci la storia.

D. Quali sono le emozioni che vorresti rimanessero nel lettore a romanzo terminato?
R. Vorrei che tutti ci fermassimo a riflettere se stiamo vivendo la vita che vorremmo vivere o se stiamo rispettando semplicemente le aspettative altrui. Vorrei che si capisse l’importanza del tempo e delle occasioni, il valore dei sentimenti sinceri. Le opportunità per essere felici vanno colte e non svilite dal quadro generale. È vero, possono esserci più persone giuste per lo stesso uomo, ma la felicità vera, quella che ti fa scoprire chi sei veramente, in genere si prova a fianco di una sola persona.

D. La parte sospesa del cuore è solo uno dei tanti romanzi che negli ultimi anni hai pubblicato in maniera indipendente. La decisione del self pubblishing è voluta o ti sei ritrovato le porte chiuse da parte delle Case editrici?
R. Ho contattato una casa editrice molto tempo fa, per il mio primo romanzo, ma non era interessata alle tematiche LGBT. Dopo di allora non ho più fatto alcun tentativo. Qualche tempo dopo ho scoperto il mondo del self pubblishing e mi sono deciso a provare. I miei orizzonti si sono allargati. Trovo che sia una possibilità incredibile per esprimersi al meglio, per mostrare veramente chi sei come artista. Non ci sono filtri, condizioni, compromessi. Sei tu in contatto diretto con i tuoi lettori ed è galvanizzante.
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D. Di recente hai pubblicato il  tuo nuovo romanzo ‘Cuore Nero’. Per salutarci, ci racconti qualcosa di questo nuovo lavoro e della fase di realizzazione?
R. ‘Cuore Nero’ è una storia ben diversa da La Parte Sospesa Del Cuore, è più un avvertimento, un monito. È una storia alla quale mi è capitato di pensare durante questo primo anno e mezzo in cui mi sono deciso ad utilizzare i social, prima di allora ero molto restio e non avevo neppure un profilo privato su Facebook. I social network sono una risorsa insostituibile, soprattutto per gli artisti indipendenti, ma bisogna saperli usare con attenzione, senza confondere il virtuale con la nostra quotidianità, perché nel momento in cui questo avviene i risvolti possono essere imprevedibili e difficili da gestire.


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La parte sospesa del cuore – La paura di seguire i propri sentimenti nel delicato romanzo di Emiliano Di Meo

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A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
TRAMA: La voce narrante è quella di Javier, un concittadino e vicino di casa di Juan Carlos e Armando che per anni, per una vita intera, osserva da lontano e silenziosamente i due uomini. Due amici, ognuno con la rispettiva famiglia, che sembrano nascondere un legame più intimo di quello che mostrano in pubblico.

La vicenda è ambientata in un piccolo paese sperduto del Sud America e i protagonisti sono il riservato Juan Carlos, insegnante di scuola elementare dalla pelle bianca, uomo che agli occhi di tutti conduce una vita morigerata, riflessivo e taciturno, e Armando, medico dalla pelle nera come l’ebano, impegnato nel sociale e professionista stimato che gode dell’affetto di tutti i suoi concittadini.
I due amici sono stati segretamente amanti durante la loro giovinezza, è un loro vecchio compagno di studi a raccontarlo alla voce narrante. Voce di un uomo che inizia a studiarli. Nota che, molto spesso, dove si trova l’uno si trova anche l’altro ed inizia a seguirli fino a lasciarsi prendere completamente la mano. Javier si farà spettatore della loro vita, prenderà nota dei loro spostamenti, ascolterà le loro conversazioni scoprendo così che i due continuano ad incontrarsi privatamente.
Desidera a tal punto venire a conoscenza del segreto che custodiscono che si insinuerà inosservato nella loro quotidianità svelandoci i retroscena di due vite che, agli occhi di tutti, sembravano prive di ombre.

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Avete presente quella sensazione di star leggendo un romanzo che vi resterà nel cuore anche dopo anni? Io sì e l’ho avuta, sin dalle prime pagine, con "La parte sospesa del cuore" di Emiliano Di Meo (Self pubblishing Amazon. Prezzo Ebook 2,99 Euro; Prezzo Cartaceo 8, 50 Euro). Un romanzo dal sapore antico, con una delicatezza e una profondità emotiva che richiama alla mente alcuni dei romanzi più belli del periodo vittoriano.

Di Meo racconta una storia che fa sognare ma che, allo stesso tempo, genera un nodo alla gola. L’amore fra Juan Carlos e Armando è qualcosa di dolce e puro, eppure viene schiacciato dal peso che una società potrebbe sprigionare per pregiudizio. Questo doppio binario emotivo risulta essere la vera forza del romanzo.  Il lettore entra in empatia con Juan Carlos e Armando e, come Javier, il narratore discreto che li insegue e ci racconta la loro storia, non riesce a giudicarli negativamente. Il lettore, proprio come Javier, si ritrova impotente ad  assistere a un’esistenza negata e a soffrirne.

Il peso emotivo, devo dirlo, è merito della scrittura di Emiliano Di Meo. Le scelte attuate per dare vita a "La parte sospesa del cuore" risultano convincenti e vincenti. Lo stile indiretto permette alla vicenda di essere scoperta nella sua interezza tanto da restarne coinvolti.

La musicalità e la purezza lessicale della scrittura dell’autore, come dicevo in apertura, rievocano alla mente i romanzi di una volta, quelli belli che non hanno bisogno di trame al limite dell’assurdo o escamotage acchiappa lettore. La vita - e quelle di Juan Carlos e Armando potrebbero essere davvero ispirate alle storie vere di alcuni omosessuali di ieri e di oggi -  Ã¨, talvolta, più cattiva e ingiusta di qualsiasi immaginazione che la mente potrebbe ideare. Di Meo, evidentemente, lo deve sapere bene e traccia un quadro veritiero a cui non si può rimanere indifferenti. Romanzi come il suo permettono di conoscere realmente ciò che potrebbe essere una storia d’amore fra uomini e di questo, noi tutti, dovremmo ringraziarlo.
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Pertanto "La parte sospesa del cuore" lo si deve consigliare a tutti: gay, friendly e odiatori di professione. I primi potrebbero riconoscersi, i secondi potrebbero andare oltre a certe “convinzioni letterarie” e i terzi potrebbero imparare a stare al mondo.

Da leggere senza se e senza ma. Più che consigliato.

+++DOMANI NON PERDETE L'INTERVISTA A EMILIANO DI MEO+++

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