Aforismi: Wilde e il tempo

Aforisma


La puntualità è il ladro del tempo - io stesso non sono puntuale, ma mi piace la puntualità negli altri.

Da una conversazione.

Spunto di conversazione
Siete i puntuali circondati da ritardatari, o siete i ritardatari che, come Wilde, preferiscono la puntualità negli altri?
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Aforismi: Wilde e il lavoro.

Aforisma

C'è un che di tragico nell'enorme numero di giovani che  oggi (...) iniziano la vita con un profilo perfetto e finiscono per scegliere una delle tante professioni utili


Spunto per la considerazione

Questo è quello che diceva Wilde alla fine dell' 800, inizii 900. Le cose oggi sono sempre così oppure sono cambiate? Credo che la risposta sia ovvia, ma sono curioso di leggere le vostre opinioni. Buon sabato.
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Aforismi: Wilde e la Morale

Prologo
Con questo Aforisma si conclude il week end de Il mondo espanso dei romanzi gay. Vi do appuntamento a Sabato prossimo e naturalmente vi aspetto negli altri mondi.
Ciao

Aforisma

La moralità altro non è che l'atteggiamento che adottiamo verso le persone che detestiamo.

Oscar Wilde, Un marito ideale

Spunto per la considerazione
Pensate sia vero e soprattutto  la frase di Wilde è riportabile nella società attuale?
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Angeli da un'ala soltanto




















Casa Editrice: Pequod
Prezzo: 16,00 Euro


Sinossi dell'opera
Francesco ed Emanuele sono due ragazzi come tanti. Studiano, vanno al cinema, ascoltano musica, scrivono e-mail. E amano. Si amano. Con un'intensità tale da essere come angeli da un'ala soltanto: possono volare solo abbracciati. I due, adolescenti e omosessuali, maturano insieme la loro romantica crescita sentimentale, fra i timori della rottura delle convenzioni e la passione totalizzante del primo amore. Romanzo di formazione, tratta argomenti d'attualità affrontando esplicitamente temi centrali per gli adolescenti d'ogni epoca e d'ogni identità sessuale: la capacità d'amare e di amarsi, il coraggio delle scelte, il rispetto dei sogni propri e altrui

Ne parlo perché...
L'ho visto per caso un giorno mentre facevo un giro in libreria, aspettando che le mie sorelle terminassero il turno di lavoro e insime tornare a casa. Il titolo e la copertina prima e la trama dopo, mi hanno catturato e fatto dire "Tu devi essere mio". Lo è diventato, trasfromandosi in uno dei miei libri preferiti.

Alcune note sull'autore
Riporto fedelmente dal  sito ufficiale di Sciltian Castaldi

"Ho cominciato a scrivere all'età di tre anni, e da allora non ho ancora smesso. Prima del racconto "A Family", non ho mai pensato di pubblicare narrativa, ma crescendo ci ho preso gusto e soprattutto ho perso ritegno. Della fine del 2004 è infatti il mio primo romanzo, Angeli da un'ala soltanto e anche il mio primo lavoro di saggistica, il volume di storia politica del cinema Fuori i rossi da Hollywood! Il maccartismo e il cinema americano"
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Mi ricordo





















Autore: Matteo B. Bianchi
Casa Editrice: Fernadel
Prezzo: 10,00 Euro


Sinossi dell'opera
“Mi ricordo” è un libro difficile da spiegare ma immediato da leggere. Nato sull’esperienza dell’artista americano Joe Brainard e dello scrittore francese Georges Perec, “Mi ricordo” è un elenco di ricordi, senza un ordine preciso, né logica. Un tuffo nella memoria individuale dell’autore che diventa, automaticamente, per il lettore uno specchio nel quale ritrovare oggetti, nomi, personaggi perduti nel tempo. 

Ne parlo perché...
è un libro che ho letto in una solo notte d'estate di qualche anno fa.. una serie di ricordim, di frasi che mi hanno permesso di conoscere l'autore ancora di più di quanto non avessi già fatto con i primi due romanzi e i racconti bravi che avevo letto in passato

Alcune note sull'autore.
Vedi "Generation of love" oppure visita l'intera rubrica dedicata a Matteo B. Bianchi
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Aforismi: Wilde e la religione

Prologo
   Un nuovo fine settimana è arrivato. Un fine settimana che segnerà l'avvicinarsi del freddo facendo allonanare ancora di più le atmosfere dell'estate appena passata...
  Ma veniamo a noi e a questo primo giorno del fine settimana. Dopo una settimana di pausa, tornano  gli Aforismi. La scelta di questa frase di Wilde, è caduta dopo aver sentito diverse affermazioni da parte di qualche esponente dello stato vaticano rivolte alla comunità LGBTQ, quindi a chi pensa che la frase sia una mia sorte di risposta a tutto ciò, pensa bene.
A domani

Francesco Sansone

Aforima


Alla malvagità del papato l'umanità deve molto. La bontà del papato ha un terribile debito con l'umanità.

Oscar Wilde, L'anima dell'uomo sotto il Socialismo.



Spunto per la considerazione
E voi cosa pensate delle numerose frasi di "amonimento gratuito"dette da alcuni religiosi nel confronto della comunità LGBTQ? 
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Dimmi qualcosa che nessuno sa di lui





Autore: Neil Bartlett
Casa Editrice: Zoe
Prezzo: 9,80 Euro


Sinossi dell'opera
Al suono delle note struggenti di un pianoforte, sotto un cielo di stelle artificiali, nel locale più alla moda della città, due uomini si incontrano. Seguono i riti e le cerimonie di una storia d’amore, dal primo bacio al corteggiamento, dal fidanzamento alla scelta di vivere insieme, dal matrimonio fino al momento in cui un figlio viene stretto tra le braccia.






Alcune note sull' autore
 Non sono stato in grado di trovare informazioni sull'autore, quindi chiedo a tutti voi di scriverle in caso in cui doveste saperle.

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Un angelo muto di nome Livio


Autore: Miguel Russell
Casa Editrice: Zoe
Prezzo: 10,33 Euro

















Sinossi dell'opera
   Dopo un lungo distacco Boris, ventisettenne argentino autoesiliatosi a Parigi per 3 anni e mezzo, torna nella città della sua vita per una vacanza di un mese insieme a Danilo, il suo nuovo amore.
   Sullo sfondo di una Buonos Aires calda e accogliente, popolata dalla gioventù gay più appassionata del Sudamerica, Boris inizia un viaggio di ricerca nel passato: ricorda gli amici di un tempo, la spensieratezza dei vent'anni, e la presenza ancora vivida del suo grande amore portegno, Livo. Soprattutto, quello di Boris è un viaggio nella memoria in un'epoca dalla vita in cui ancora credeva negli angeli.

Ne parlo perché..
 Anche questo è un libro che mi è stato regalato (ormai vi vergogno quasi a dirlo). Non sapevo nulla né nello scrittore nè  della sua maniera di scrivere e così ho dovuto imparare tutto tramite questo libro.
   Questo romanzo on the road mi ha insegnato, non solo quello che volevo sapere quando ho iniziato a sfogliarlo, ma anche alcuni angoli del mondo e la relativa vita che in essi si svolge e di cui io non sapevo nulla.

Alcune note sull'autore
  Non sono stato in grado di trovare informazioni sull'autore, quindi chiedo a tutti voi di scriverle in caso in cui doveste saperle.
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Aforismi: Wilde e l'amore

 Il primo fine settimana di ottobre è arrivato, il secondo dell'autunno, e mentre qui a Palermo siamo praticamente in un'atmosfera primaverile e io cammino ancora in canottiera e infradito, ha inizio il week end de Il mondo spanso dei romanzi. Questa settimana si inizia con un Aforisma -  rubrica che noto apprezzate molto -  ancora una volta di Oscar Wilde, ma a differenza delle scorse volte, questo è dedicato all'amore.
Prima di lasciarvi e continuare la mia serata in casa assieme con Giovy e a nostri due amici, vi voglio anticipare che domani vi aspetta una bella intervista.
Francesco Sansone

Aforismi


Potrei fingere una passione che non sento, ma non posso fingerne una che brucia il fuoco.

Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Grey

Spunto per la considerazione

Davvero è possibile fingere una passione?
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Sandro Penna - Poesie

 Vi invito a leggere la mia prima intervista realizzata da Fabio Casadei Turroni  per Club Classic



























Autore: Sandro Penna
Prefazione: Cesare Garboli
Casa Editrice: Garzanti - Gli elefanti edizioni
Prezzo: 16, 00 Euro

Sinossi dell'opera.
   Il volume raccogli tutta l'opera poetica di Penna, a cui Garboli fa un'eccellente prefazione. Non aggiungo altro, ma voglio trascrivervi alcuni versi

Fanciullo non fuggire, non andare
solo. Non è per me che io lo dico.
Io ti ho visto alla fronte un segno chiaro.
E tua madre non vede. Non vede l'amico.

***
Dormiva... ?
Poi si tolse e si stirò.
Guardò con occhi lenti l'acqua. Un guizzo il suo corpo.
Così lasciò la terra..


Ne parlo perché...
   Pur non essendo un grande amatore della poesia, ho avuto la possibilità di leggere questi versi dopo che una mia carissima amica mi regalò, per condividere con me questi versi, una copia del libro.
Un po' scettico (come tutti quelli che si avvicinano alla poesia essendo amatori della prosa), sono rimasto piacevolmente colpito dalla grazia e dalla delicatezza delle parole e  dei versi, che compongono le poesie di Sandro Penna.

Alcune note sull'autore
   Sandro Penna (Perugia, 12 giugno 1906 – Roma, 21 gennaio 1977) ha vissuto quasi sempre a Roma, tranne un breve periodo a milano come commesso di libreria, svolgendo vari mestieri: ragioniere, mercante d'arte, traduttore.  Esordì nel 1939 con un volume di poesie, cui seguirono varie altre raccolte poi ordinate nel volume "Tutte le poesie" del 1970.
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Aforismi: Wilde e l'arte

L'aforisima di oggi l'ho cercato dopo aver ricevuto una critica per il mio libro da una lettrice, la quale ha definito  alcune pagine oscene per il linguaggio esplicito con cui vengono descritti alcuni amplessi.  Partendo dal fatto che le critiche le accetto sempre e volentieri, certi termini per l'arte li trovo ingustificati. Secondo me l'arte, che essa sia scritta o visiva, non è mai oscena, c'è molto altro che si può definire tale e non di certo l'arte.

Aforisma

Tutta l'arte è immotale. Perché scopo dell'arte è l'emozione per l'emozione, mentre l'emozione per l'azione è lo scopo della vita.

Oscar Wilde: Il critico come artista


Spunto per la considerazione
Voi cosa pensate, l'arte può essere oscena?
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Confessioni di una maschera

























Autore: Yukio Mishima
Casa Editrice: Feltrinelli
PRezzo: 6,20 Euro

Sinossi dell'opera
   Un giovane ragazzo si costringe a  corteggiare giovanette, anche se  i suoi sentimenti reali rimangono  nascosti dalla maschera della correttezza ufficiale che gli vieta di amare come vuole veramente.

Ne parlo perché...
   Ė uno di quei libri che ho trovato per caso, cercando in internet alcuni titoli di romanzi gay.  Quando l'ho comprato ho iniziato a leggerlo, e benché la sua lettura non rispecchiasse molto le mie preferenze stilistiche, alla fine l'ho apprezzato.

Alcune note sull'autore
   Yukio Mishima (Tokyo, 14 gennaio 1925 – Tokyo, 25 novembre 1970) è stato uno scrittore e drammaturgo giapponese.

   Mishima è uno dei pochi autori giapponesi che hanno riscosso immediato successo all'estero (più che in Giappone stesso, dove la critica lo ha più volte stroncato). Le sue numerosissime opere spaziano dal romanzo alle forme rimodernizzate e riadattate di teatro tradizionale giapponese Kabuki e Nō, quest'ultimo rivisitato in chiave moderna.  Con la sua tragica morte avvenuta in diretta televisiva nel 1970 all'età di quarantacinque anni, con il suicidio rituale, durante l'occupazione simbolica del ministero della difesa, suggellò la conclusione insieme della sua vita e della sua vicenda letteraria. Infatti poco prima del suo suicidio aveva consegnato all'editore l'ultima parte della tetralogia Il mare della fertilità
   La sua uscita di scena era stata organizzata con lucidità maniacale e con una freddezza difficile da comprendere. Uscendo dal suo studio per andare incontro all'epilogo della sua vita lascia un biglietto in cui era scritto «La vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre».
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Aforismi: Wilde e la politica

Prologo: Iniziamo?
   Un nuovo fine settimana  è arrivato e così, come ormai sapete,  è giunto il tempo di dare spazio al blog del week end. Questo sabato segna il debutto della nuova rubrica "Aforismi" (di cui vi avevo accennato la scorsa settimana) che, tramite aforismi e detti famosi, vuole dare uno spunto per le considerazioni (quanto mi piace 'sta parola)  di tutti voi. Ogni volta gli aforismi partiranno da un fatto sociale, politico, di costume o altro ancora, che in qualche modo ci hanno accompagnato durante la settimana.
Non mi resta che lasciarvi all'aforisma di oggi, sperando che questa nuova iniziativa, vi piaccia.
Francesco Sansone


Aforisma

Ogni volta che la società... o un governo di qualsiasi genere tenta di imporre all'artista quel che deve fare, l'arte svanisce completamente, o diviene stereotipata, o degenera in una bassa e ignobile forma di artigianato!
Oscar Wilde - L'anima dell'uomo sotto il socialismo.


 Spunto per la considerazione 
  Avete individuato ciò che mi ha spinto a riportare queste parole?



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Billy Elliot


















Autore: Melvin Burgess
Casa Editrice: Fabbri Editori
Prezzo: 9,50 Euro



Sinossi dell’opera

   La storia è ambientata nel 1984 durante un sciopero nelle miniere che coinvolge Jackie Elliot e suo figlio Tony. L’altro figlio, Billy, ha dodici anni e dopo la lezione di pugilato, che non frequenta volentieri in quanto è più un desiderio del padre che un suo sogno, conosce la signora Wilkinson, insegnante di ballo. Fa cosi la sua prima lezione di ballo che lo appassiona fortemente fino a fargli frequentare le lezioni di nascosto, sapendo che sia il padre che il fratello, non prenderebbero bene la cosa perché legati ai pregiudizi che girano sui ballerini e le loro tendenze sessuali. Il solo a conoscere il segreto di Billy è Michael il suo migliore amico che non nasconde il suo esser gay, pur essendo ancora giovane.



Ne parlo perché..

   Avevo visto il film da un po’ di tempo e non sapevo che esistesse un libro della storia del ballerino e così, quando sono andato alla Mondadori e l’ho visto in mezzo ai volumi, l’ho voluto. Ho pensato quindi il film è la trasposizione del libro, è invece no. Ho scoperto che questa volta è il libro che è nato dal film, infatti (come potete leggere in copertina) è basato sulla sceneggiatura del film scritta da Lee Hall. Tornato a casa l’ho letto e in poche ore avevo divorato buona parte delle 223 pagine. Alla fine ho amato pure il libro.

Alcune note sull’ autore

   Melvin Burgess , 25 Aprile 1954, è un autore di opere per bambini britannico. Il suo primo libro, The Cry of the Wolf (Il pianto del lupo), è stato pubblicato nel 1990. Tuttavia ha conquistato parte della sua popolarità nel 1996 con Junk, libro oggi è uno dei più conosciuti saia dai ragazzi che dagli adulti degli ultimi 20 anni.

   Dal 1990 al 2009, lo scrittore ha pubblicato 21 libri, e alcuni nello stesso anno. Ad esempio nel 2001, dopo Billy Elliot è uscito anche Lady: My Life as a Bitch (Lady: La mia vita da Puttana)

   Sul perché abbia deciso di scrivere il libro di Billy Elliot, ecco la sua risposta:

   “Davanti alla sceneggiatura di Billy Elliot mi sono chiesto: Perché scrivere un romanzo? Ecco la risposta: Un romanzo è come un occhio interno. Scopre i pensieri e i sentimenti più intimi dei protagonisti, ci permette di capire perché accadono certe cose, ci rivela le motivazioni più profonde.”

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Io: Nella gioia e nel dolore




Autore: Francesco Sansone
Casa Editrice: Statale 11
Prezzo: 16,00 Euro
ISBN 978-88-6534-012-7











Sinossi dell’opera
   L’opera non è altro che la raccolta di alcune delle pagine dei diversi diari che mi hanno accompagnato dall’adolescenza fino ai primi anni dell’università, mantenendo vivi quei ricordi e quelle sensazioni.

Il libro, diviso in tre parte e ognuna con un titolo introduttivo, racconta tre fasi della mia vita che, benché siano diverse tra loro, sono a loro volta legate da un filo comune: l’omosessualità. Infatti, nella prima parte “L’inizio di una nuova amicizia”, vi troverete a leggere di un Io che non è proprio il più popolare della scuola (anzi non lo è affatto) e che non si piace. Ė grasso (e la cosa gli pesa molto), timido e non riesce a stare bene con se’ stesso e di conseguenza con gli altri che, di riflesso, non stanno bene con lui. Ė un periodo questo in cui cerca di ottenere l’aspetto che ha sempre sognato, ma è anche il periodo in cui inizia a farsi delle domande su chi è davvero.

La seconda parte “Confessioni e cambiamenti” inizia con un dialogo intimista fatto di risposte date da un Io ad un altro Io che gli formula quelle domande evitate fino a quel momento. Da qui inizia una nuova vita fatta di emozioni e di sentimenti e che mai avevo provato e che non avevo mai nemmeno minimamente immaginato di provare vivere. Incontri, esperienze, uscite notturne, liti, confronti e tutto ciò che fa parte della vita di un diciottenne, incluso il primo amore.

La terza e ultima parte “Nuove strade e vecchi incontri” vede protagonista un Io ormai sicuro di se’, che sa di essere quello che è e che vive tranquillamente la sua vita, anche se soffre per quel primo amore un po’ tormentato.


Ne parlo perché…
   Come avete letto l’opera contiene tutto di me. Dal periodo della scuola superiore ai primi anni di università; ho raccontato d’amici e nemici, d’avventure e disavventure, di gioie e di dolori, insomma, tutto ciò che un ragazzo si trova ad affrontare nella dura fase della crescita. Ogni anno è ben diverso da quello successivo, per problemi, per sentimenti, per personalità e per l’identità che, giorno dopo giorno, regalano un Io nuovo o, semplicemente, arricchiscono quell’ Io bambino e ingenuo che batteva in me. Forse, gli ultimi due anni di vita raccontati sono quelli più imprevedibili, ma sicuramente non rinnego nulla della mia vita perché solo così posso dire di stare vivendo con la V maiuscola.


Alcune note sull’autore
   Francesco Sansone nasce a Palermo, il 18 Giugno del 1983. Con “Io: Nella gioia e nel dolore” debutta nell’editoria stampata, anche se il suo nome è già abbastanza noto sul web. Infatti, oltre a collaborare per il sito di stampo giornalistico www.giornalisticamente.it, è l’ideatore e il curatore di tre blog



   Ecco! Sono arrivato a parlare di me in terza persona.. ora credo di aver perso il senso della misura ^_^.

   Vi lascio all’articolo con cui qualcuno, che pure voi avete avuto modo di conoscere anche se in altre vesti, ha scritto per presentare il mio debutto.


Qui sotto il secondo articolo che una testata giornalistica ha dedicato al mio libro.



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Le Interviste: Fabio Casadei Turroni - Esclusiva

Da oggi il mondo espanso dei romanzi gay (con il look leggermente modificato che spero vi piaccia) torna in attività e lo fa con questa intervista esclusiva a Fabio Casadei Turroni. Prima di lasciarvi alla lettura, voglio ringraziare lo scrittore, per avermi dedicato il suo tempo per rispondere alle mie domande con una gentilezza e dsponibilità infinità. Davvero grazie

Alcune note sull'autore
Fabio Casadei Turroni (Forlì, 1964) è uno scrittore italiano. Debutta in libreria nel 2001 con Moto Perpetuo (Zoe Edizioni),   a cui seguiranno Cosmicomiche Orgasmiche (Zoe Edizioni, 2002)  e Angelo d'Edimburgo (Edizioni Le Mondine, 2005). Inoltre è uno degli scrittori che ha prestato la sua penna per l'antologia di racconti gay Men On Men. 


L'intervista
Esclusiva


Nella foto Fabio Casadei Turroni

Se prendiamo in mano il tuo curriculum vediamo che hai all’attivo diverse esperienze in più campi dell’arte. Sei stato attore, sei stato un tenore e adesso sei un affermato scrittore. Che importanza ha avuto, e ha tutt’oggi, l’arte nella tua vita?
L'Arte che posso, con molta umiltà ma anche con coscienza e pervicacia, portare avanti, è la scrittura, ora che ho dovuto lasciare il teatro e la musica per motivi di salute. Se parliamo di soldi, ti dico che l'Arte non ha nessuna importanza nella mia vita, ché non vivo certo di diritti d'autore. Se invece parliamo di soddisfazione personale, allora diciamo che è la ragione della mia esistenza. Se non scrivo, impazzisco.

Come è nata l’idea di dare alle stampe il tuo primo romanzo?
Dunque: ero stato lasciato da una persona troppo importante per me... era un periodo di crisi totale: salute, studi, lavoro: tutto precipitava... mi sono ritrovato, tra un pianto e l'altro, a scrivere come un matto sul computer, di notte... alla fine del lavoro, durato 3 mesi, sono seguiti 6 mesi di riscrittura del testo... giacché nel frattempo il testo, iniziato come un diario, era diventato un romanzo... a quel punto, ma solamente quando sono stato soddisfatto della struttura e della lingua, ho cercato un editore... ho scritto a tanti... quasi nessuno rispondeva... dopo 18 rifiuti, il 19° editore ha accettato.

Il tuo debutto nell’editoria si ha con Moto Perpetuo, pubblicato da Zoe editore nel 2001, un romanzo giallo/noir, ma è con il lavoro successivo, pubblicato sempre dalla stessa casa editrice, che si ha per te la svolta. Infatti Cosmicomiche Orgasmiche è il romanzo che segna il debutto della Scuola di Scrittura LGBT Bolognese, un esperimento di cluster culturale fondato da te e un gruppo di amici scrittori, giornalisti e traduttori. Come è nata l’idea e quale scopi aveva?
Scopi non ce n'erano. Non c'erano basi ideologiche. Si stava bene insieme. Ci si frequentava. Ci si vedeva al Cassero, di sera. E l'idea, mia, fu accettata, di iniziare a scrivere testi con pseudonimo, così che i lettori potessero scegliere chi di noi fosse il vero autore. Per divertimento, e perché sono sempre stato legato ad un'idea collettiva dell'opera d'arte... un'idea Open Source, col senno di poi. Ma tutto iniziò per divertimento e per amicizia. Tutto qui.

Però la Scuola di Scrittura LGBT ha avuto vita breve a causa di conflitti tra le diverse case editrici che non volevano pubblicizzarsi a vicenda. Oltre a questo episodio, hai avuto altre difficoltà per pubblicare un tuo lavoro?
Tante! Sempre! Anche io ho vari testi che dormono nei cassetti... la ragione è chiara: la struttura del potere è piramidale, e c'è sempre più spazio in basso che in alto. Questo implica che nessuno ti farà salire al proprio posto. Gli autori nuovi sono, di solito, disperati perché nessuno li valuta nelle case editrici. C'è molta tensione tra gli autori. Ho conosciuto autori che ucciderebbero le proprie madri per pubblicare un libro. L'importante, se posso permettermi di dare un consiglio, è di non pagare per pubblicare il proprio testo.

Di te si può dire che sei uno di quegli scrittori che non si tirano indietro di fronte alle collaborazioni e infatti il tuo nome appare in diverse opere corali. Fra queste non possiamo non ricordare quella con Daniele Scalise per “Men on Men” per cui hai scritto due racconti, Squilli e Alan, l’amore secco. Come è nata la tua collaborazione per “Men on Men”?
Buona domanda. Secondo me Daniele Scalise aveva avuto la segnalazione di Moto Perpetuo da qualcuno, forse Francesco Gnerre (saggista autore dell’opera L’eroe negato. Omosessualità e letteratura nel Novecento italiano ndr), che me l'aveva presentato a Roma. Daniele Scalise mi ha contattato. Gli ho mandato quindi un testo per Men on Men 2, e poi, su richiesta, l'altro per Men on Men 5. Dopo di ché, l'esperienza dei Men on Men si è chiusa, e la collana non è proseguita, non so perché.

Adesso a quale progetto stai lavorando?
Terminato un romanzo, ovviamente inedito, penso ad un testo per musica, e poi ho in mente un altro romanzo...

A quale delle tue opere sei maggiormente legato e perché?
Direi ai testi inediti... sono opere non accettate perché scritte in maniera non conforme alla scrittura degli altri'. Se vuol dire che sono scritti troppo bene, ne sono fiero, of course. :-) Ma davvero non ci si crede quanto sia quasi impossibile essere originali, oggi: si vuole e si cerca una scrittura facile ed omologabile. Il lettore è trattato da mentecatto. Non deve pensare troppo. Io non sono d'accordo. Vorrei essere me stesso, nelle parole, distinguibile dagli altri. Ognuno di noi è originale, se è se stesso nell'Arte. La nomea di 'scrittore sperimentale', forse per questo, m'insegue dall'inizio. Ma sono i tempi che sono tristi: il libro ideale per la stampa si legge metà all'andata e metà al ritorno mentre sei in treno e vai a lavorare: molte case editrici la pensano così.

Che consiglio daresti a un giovane scrittore che vorrebbe intraprendere la tua stessa strada?
Innanzi tutto gli augurerei un successo tanto più grande del mio! :-) Gli sussurrerei poi all'orecchio di trovarsi molti amici, amanti e parenti nel mondo della Cultura. Poi gli chiederei di leggere molto, prima di scrivere. E di avere dei modelli, per superarli. Di non scriversi addosso. Di non montarsi la testa. Di non diventare spocchioso. Di pensare che il lettore è un bambino grande che vuole tanto essere affascinato: e aspetta soltanto che lo scrittore lo faccia.
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Breve Pausa: Tornato ma non del tutto

Eccomi qui di rientro dalla pausa estiva. Tuttavia,  tutte le attività riprenderanno il 1° settembre, intanto mi dedico (come già avete avuto modo di vedere) ad alcuni lavori di manutenzione del blog, cercando di apportare dei cambiamenti all'estetica pur non modificando la sua struttura.
Non mi resta, quindi, che salutarvi e rimandarvi a mercoledì 1° settembre.
Ciao,
Fra'
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Breve Pausa: Buone Vacanze


E sì questo è l'ultimo post di questa stagione, dal 1 Agosto infatti "i miei mondi" vanno in vacanza per tutto il mese e così io potrò disintossicarmi dal web che ultimamente mi ha quasi ossessionato. Prima di lasciarvi voglio riccordarvi alcune cose.



- raccontidivitagay@hotmail.it ,la nuova rubrica di "il mio mondo espanso", rimane sempre aperta e pronta a riceve tutte le vostre storie
- La sezione download tornerà a settembre con nuovi file, ma rimane aperta ed è sempre possibile fare il download dei film presenti in scaletta.
- Per quanto riguarda il mondo espanso dei romanzi gay, vi risegnalo l'esclusiva dell'intervista a Paolo Vanacore.

Per tutte le altre novità vi rimando a Settembre, buone vacanze ragazzi.
A presto
Fra'





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Le Interviste: Paolo Vanacore

Esclusiva

Prima di lasciarvi all'intervista che ho realizzato a Paolo Vanacore, ci tengo a ringraziare lo scrittore per avermi concesso, senza alcuna esitazione, la possibilità di porgli delle domande con una disponibilità che non tutti sanno offrire.

Alcune note sull'autore
Paolo Vanacore, nasce a Napoli, ma vive e lavora a Roma. Lo scrittore è noto soprattutto per i seguenti lavori:

- Gennaro Pasquariello, attore e cantante di varietà
- Donne Romane. Storie al margine sotto l'argine
- Che vuole Marta? (racconto inserito in Men on Men 5)

Inoltre scrive recensioni per http://www.romateatro.com/

Nella foto Paolo Vanacore


L'intervista

Nell’antologia “Men on Men” tu hai partecipato con il brano “Che vuole Marta?” in cui racconti uno dei tanti incontri settimanali che avvengono tra il protagonista e la sua amica Marta in una libreria. Come è nata la tua collaborazione per il libro curato da Daniele Scalise?
Ho conosciuto Scalise grazie al web, avevo letto i primi 4 volumi di Men on Men e alcuni racconti mi erano piaciuti molto. L'ho contattato e gli ho parlato di me, il quinto volume non era ancora neanche in cantiere. Gli ho mandato il mio racconto e lui mi ha risposto che gli piaceva molto perché usciva dai canoni un po' stereotipati dell'amore omoerotico, perché era fresco e allegro e perché parlava di amicizia. Ci siamo conosciuti di persona e dopo qualche mese mi ha confermato che Mondadori aveva dato l'ok per il quinto volume e così "Che vuole Marta?" è stato pubblicato. Quello che ho gradito è stata l'assoluta naturalezza con la quale tutto è avvenuto, cosa rara nel mondo dell'editoria, merito di Daniele Scalise che si conferma essere persona di assoluto valore e onestà intellettuale.

Prima di questa tua collaborazione hai pubblicato un saggio su Gennaro Pasquariello, cantante - attore di varietà napoletano, da cui è nato pure uno spettacolo teatrale che fra l’altro hai diretto e interpretato. Cosa ti ha spinto a dar vita a questo progetto?
Pasquariello è il progetto a cui sono più legato. Si tratta della mia tesi di laurea in Storia del teatro che inviai anni fa ad un premio letterario nazionale (Studio 12) senza immaginare di vincerlo. Il premio consisteva nella pubblicazione del libro. Dopodiché mi sono rivolto al grande Peppe Barra, e anche qui devo dire di essere stato fortunato perché sono stato ricevuto e ascoltato senza troppa anticamera o altri problemi di sorta, il quale ha scritto una breve prefazione che ha aiutato molto il libro nella sua diffusione. Tra l'altro, ci tengo a dirlo, Barra non ha chiesto nessun compenso, mi ha aiutato perché il mio scritto gli è piaciuto molto e perché sia lui che soprattutto la madre, la grande Concetta Barra, avevano avuto l'onore di conoscere Gennaro Pasquariello, un cantate attore vissuto a cavallo tra l'800 e il 900, protagonista ed interprete delle più belle canzoni napoletane e delle macchiette più esilaranti nate nel periodo in cui il cafè chantant lasciava il posto al primo varietà. Se pensiamo che il grande Libero Bovio, Salvatore Di Giacomo e tanti altri autori e scrittori hanno composto canzoni appositamente per lui ci rendiamo conto di quanto questo personaggio sia stato ingiustamente dimenticato. Dopo qualche anno sono riuscito a trovare una produzione che mi ha permesso di trasformare il mio libro in uno spettacolo teatrale. L'adattamento è stato scritto insieme al collega Luca Silvestri che insieme a me ha curato la regia dello spettacolo e mi ha aiutato nell'interpretazione del personaggio di Pulcinella, il narratore-attore che racconta al pubblico la vita di Pasquariello. Perchè questo progetto? Vivo a Roma ma sono nato a Napoli, per motivi privati legati alla mia adolescenza segnata dalla morte di mio padre, avevo perso la mia napoletanità, avevo perso la mia città che non ho più voluto vedere e che ora dopo 30 anni è tornata nel mio cuore grazie al libro e allo spettacolo.

Nel Dicembre 2008 è uscito “Donne Romane. Storie al margine sotto l'argine”, un’antologia di sei racconti in cui sono le donne protagoniste a raccontare le loro storie in prima persona. Mi viene dunque da chiederti, che rapporto hai con le donne e che importanza hanno nella tua vita?
Le donne sono una parte fondamentale della mia vita. Così come Marta anche le donne del mio ultimo libro hanno segnato la mia esistenza. La mia omosessualità è anche complicità al femminile, vicinanza, rispetto, e in qualche modo amore. Un amore senza implicazioni sessuali ma forse per questo anche più autentico. In "Donne Romane" ho voluto per la prima volta raccontare la periferia romana degli anni 70-80 vista con gli occhi delle donne infatti tutti i racconti sono scritti in prima persona femminile, credo che le vere depositarie della vita dei quartieri, quella vera, quella intensa, viva, siano proprio le mamme, le figlie, le donne, le adolescenti. Ho vissuto i primi 30 anni della mia vita in periferia ed ho ascoltato, registrato, vissuto, sentito raccontare storie che mi sono rimaste dentro. Scrivere mi ha permesso di esprimere, tirare fuori, la mia vita nel quartiere, una vita fatta anche di sofferenze, una vita dove ho dovuto reprimere la mia omosessualità per paura di non essere accettato dal gruppo.

Adesso stai lavorando al tuo primo romanzo incentrato su un ragazzo gay e la sorella eterosessuale. Puoi dirci qualcosa in più?
Si tratta di un grande rapporto d'amore fraterno. Edoardo e Margherita sono quasi coetanei, è la loro storia da quando hanno 18 anni fino ai loro 40. Le vicende della loro vita metteranno a dura prova i sentimenti dell'uno nei confronti dell'altro. Non posso dire altro, però Edoardo sono un pò io e Margherita è la sorella che non ho mai avuto (ho tre fratelli maschi più grandi di me). L'omosessualità di Edoardo e l'eterosessualità di Margherita saranno croce e delizia del loro movimentato rapporto.

Quando hai capito che la scrittura era qualcosa di fondamentale per te?
Posso dire che l'ho capito a 11 anni, quando ho perso mio padre e mi sono ritrovato a scrivere per ore e ore tutto ciò che mi veniva in mente. Conservo ancora quel materiale, è nato tutto da lì. Mi piace credere che la sua perdita in qualche modo abbia determinato la mia strada.

Mi dicevi che hai avuto non poche difficoltà nel pubblicare i tuoi precedenti lavori, come mai?
Il mercato editoriale, come un po' tutti i mercati ormai, è contaminato dagli aspetti legati al profitto, al marketing, all'immagine e alla creazione di fenomeni e personaggi pubblici. Credo che basti solo questo per far capire come siamo messi. La piccola e media editoria è una bella realtà ma una volta che hai pubblicato un libro, senza dover pagare, i meccanismi legati alla distribuzione dei libri nei grandi circuiti rendono tutto ancora più difficile. Quindi il libro esiste ma il pubblico non lo può raggiungere. Non c'è democrazia editoriale. Pubblicare è difficile: per arrivare a qualcuno devi conoscere qualcuno, oppure devi avere un curriculum che non puoi avere se nessuno ti ha mai permesso di pubblicare. Il racconto "Che vuole Marta?" è stato un piccolo successo che mi ha permesso di presentarmi ad altri con un minimo di credibilità in primo luogo perché l'editore è Mondadori, poi per la qualità di ciò che ho scritto. Tutto questo lo trovo aberrante.

C’è qualche consiglio che ti senti di dare ai giovani che cercano di pubblicare un loro lavoro?
Il consiglio per i giovani è: andate a cercare gente pulita, seria, onesta, che fortunatamente in questo mondo ancora c'è. Bisogna saperla scorgere, individuarla e al tempo stesso aprire gli occhi e non credere alle vane promesse di chi vuole solo spillarvi soldi per mettervi un libro in mano che non leggerà nessuno, se non i vostri parenti e amici. Esistono anche le agenzie letterarie ma bisogna mettersi nelle mani giuste perché molti vi chiederanno soldi in anticipo per l'incarico senza poi ottenere risultati significativi. Mantenete la scrittura fuori da tutto questo, il processo creativo è arte e non deve essere contaminato dalle complesse logiche editoriali legate alla pubblicazione dei vostri lavori. Il lavoro è certosino: bussare alle porte con cognizione di causa e non a tambuto battente, tutelare i vs manoscritti, cercare personalità di spicco nel mondo della letteratura cui presentare i vs lavori, iniziare collaborazioni con riviste letterarie, utilizzare la rete per farsi conoscere, creare gruppi di interesse e confronto (lottare insieme rende). Questo è quello che a 41 anni continuo a fare, non smetto perché scrivere per me è come respirare.

Se dovessi raccontare una storia in uno dei tuoi prossimi libri, quale racconteresti e perché?
Un'altra idea nel cassetto è raccontare la vicenda umana del grande Federico Garcia Lorca. L'estate scorsa sono stato in Andalusia a documentarmi ed ho trovato molto materiale. Vorrei parlare di lui, non solo delle sue opere, ma della sua vita, della sua omosessualità, dei suoi incontri, dell'amore. E chissà che anche questo non diventi, dopo il libro, uno spettacolo teatrale
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Aracoeli























Autrice: Elsa Morante
Casa Editrice: Einaudi
Prezzo: 10,00 Euro


Sinossi dell'opera
Il romanzo, che è l'ultimo grande lavoro della scrittrice romana. A raccontarci  la storia è il protagonista in prima persona, Manuele, un quarantenne fallito e omosessuale infelice, non sa smettere di rimpiangere l'infanzia paradisiaca vissuta in simbiosi con la madre Aracoeli, una selvaggia ragazza andalusa sposata a un ufficiale della marina italiana. A distanza di anni, Manuele parte per l'Andalusia, alla scoperta del luogo natale della madre e del "mistero" della propria nascita.

Perché ne parlo...
Un libro che ho letto per un corso di letteratura italiana contemporanea. Benché il romanzo, a mio avviso, contenga tanti luoghi comuni e un'innumerevole quantità di parole il
cui scopo è solo quello di allungare la storia, Aracoeli è uno dei primi romanzi scritto da una donna eterosessuale, che cerca di raccontare una sfumatura dell'omosessualità in un'Italia in cui i gay erano solo le marchette dei b movie

Alcune note sull'Autrice
Elsa Morante (Roma, 18 agosto 1912 – Roma, 25 novembre 1985)


Nata a Roma, ha trascorso la sua infanzia nel quartiere popolare di Testaccio. Figlia illegittima di una maestra ebrea (Irma Poggibonsi) e di un impiegato delle poste (Francesco Lo Monaco), alla nascita fu riconosciuta da Augusto Morante, sorvegliante in un istituto di correzione giovanile.
La Morante iniziò giovanissima a scrivere filastrocche e favole per bambini, poesie e racconti brevi, che a partire dal 1933, sino all'inizio della seconda guerra mondiale, furono via via pubblicati su varie riviste di diversa natura (tra le quali si ricordano Il Corriere dei Piccoli,  Oggi).
Il suo primo libro fu proprio una  raccolta di alcune di queste sue storie giovanili, Il Gioco Segreto, pubblicato nel 1941 che fu seguito, nel 1942, da un libro per ragazzi, intitolato Le Bellissime Avventure di Caterì dalla Trecciolina (ma poi riscritto nel 1959 con il titolo Le Straordinarie Avventure di Caterina).
Nel 1936 conobbe lo scrittore Alberto Moravia che sposò nel 1941; insieme incontrarono e frequentarono i massimi scrittori e uomini di pensiero italiani del tempo, tra cui Pier Paolo Pasolini, che fu un caro amico per entrambi.
Verso la fine della seconda guerra mondiale, per sfuggire alle rappresaglie dei nazisti, Morante e Moravia lasciarono Roma ormai occupata e si rifugiarono a Fondi, un paesino in provincia di Latina a pochi chilometri dal mare. Tale parte dell' Italia meridionale appare di frequente nelle opere narrative successive dei due scrittori; Elsa Morante ne parla soprattutto nel romanzo La Storia.
Il primo romanzo che Elsa Morante pubblicò fu Menzogna e sortilegio, uscito in Italia nel 1948 che vinse il Premio Viareggio. Il romanzo fu poi pubblicato negli Stati Uniti con il titolo House of Liars nell'anno 1951. Il successivo, L'isola di Arturo, uscì in Italia nel 1957 riscuotendo grande successo di pubblico e di critica.
Durante gli anni sessanta la scrittrice rifletté a lungo sulla sua narrativa, distruggendo molto di ciò che aveva scritto nel frattempo, ad eccezione di poche cose, tra cui una poesia, L'Avventura.
Nel 1963 pubblicò una seconda raccolta dei suoi racconti: Lo scialle andaluso.
L'ultimo romanzo di Elsa Morante fu Aracoeli, pubblicato nel 1982. Ammalatasi in seguito ad una frattura al femore, tentò il suicidio nel 1983. Nel 1984 ricevette il Prix Médicis per Aracoeli. Morì nel 1985 a seguito di un infarto dopo una seconda operazione chirurgica.

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