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“A est del blu”, l’antologia di beneficenza 100% rainbow

 



 

Si intitola “A est del blu”, l’antologia di racconti a tematica LGBT realizzata a 10 autori  con il fine di aiutare la comunità. I proventi delle vendite, infatti, saranno donati a diverse realtà che ogni giorno si battono per sostenere le persone LGBT di tutto il mondo.

 

 

“A est del blu” è un viaggio a 360 grandi fatto di coming out, violenza, prostituzione e diritti negati. Ricordare o far conoscere la situazione in cui, anche in Italia, vivono le persone LGBT è più che mai fondamentale, anche solo per continuare a mantenere vivo lo sconcerto per  l’affossamento del DDL Zan e il relativo teatrino messo in scena al Senato dai suoi oppositori.

 

 

Angelo Longoni, Bruno Casini, Christiano Cerasola, Damiano Dario Ghiglino, Rosa Elena Colombo, Carlo Kik Ditto e Andrea Ventura, Roberto Mauri, Andrea Mauri e Sara Coccimiglio consegnano al lettore un quadro generale del mondo LGBT che, se da una parte apre a realtà sconosciute, dall’altra ci fa chiedere cosa mai abbiano fatto gli omosessuali per ricevere quotidianamente tanto odio e tanto disprezzo da persone che, il più delle volte, agiscono senza nemmeno sapere di cosa si indignano.

 

I proventi di questa antologia andranno:

 

BALI RAINBOW COMMUNITY, un'associazione LGBT friendly con sede a Bali che si occupa di dare sostegno, soprattutto economico, alle persone che vivono con HIV / AIDS e non si possono permettere alcuni tipi di esami o ricoveri ospedalieri che in Indonesia, purtroppo, sono a pagamento.

 

RETE L’ABUSO, associazione italiana, dal 2010 sostiene le vittime di pedofilia, supportandole dal punto di vista legale e sociale.

 

JOSHUA WONG, attivista per i diritti umani, attualmente prigioniero politico a Hong Kong per conto della dittatura cinese.

 

SUDENTS FOR A FREE TIBET (STF), un'organizzazione con sede a New York formata da tibetani rifugiati e con l'obiettivo di aiutare il Tibet a ottenere l'indipendenza. In Cina twitter è bannato a causa del Great Firewall, bannato per tutti… a parte chi sta al potere. Infatti Xi JinPing, il dittatore, e i suoi ministri ne abusano quotidianamente per diffondere propaganda comunista e fake news confezionate per l'Occidente. STF ha fatto in modo che i sostenitori per l'indipendenza del Tibet, attraverso l’iniziativa TWEETS FOR TIBET, possano donare una cifra a scelta per ogni tweet del ministro degli esteri cinese, forzandolo così ad appoggiare, almeno economicamente, l'indipendenza del Tibet con i suoi tweet.

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"Ragazzi chimici", Andrea Mauri e Angela Infante raccontano il fenomeno del chemsex

Cocaina basata, mephedrone, crystal e GHB sono solo alcuni dei protagonisti di festini, che sempre più spesso vengono organizzati per sballarsi e fare sesso a lungo e senza limitazioni. È il fenomeno del chemsex, nato e sviluppatosi soprattutto a Londra, ma che sta prendendo sempre più piede anche in Italia. Neologismo coniato da David Stuart, il chemsex connota non solamente l’uso e abuso di sostanze psicoattive al fine di migliorare, prolungare e stimolare l’attività sessuale, ma identifica propriamente l’uso che se ne fa nelle comunità gay omosessuali.

Negli ultimi anni, soprattutto in Europa ma con casi anche negli Stati Uniti, il chemsex ha preso sempre più piede delineando un preciso rituale: App come Grindr o incontri casuali con chi già è addentro a queste situazioni facilitano l’individuo alla partecipazione a festini, i chill, il cui ingresso è rigorosamente sottoposto al pagamento di un feed per l’acquisto delle sostanze stupefacenti utili all’evento. Una volta pagato il proprio contributo, si può accedere a questi chill con un numero variabile di partecipanti (dalle 3 alle 20 persone), durante i quali la musica di sottofondo e i video porno passati in loop fanno da cornice a incontri omosessuali la cui durata può protrarsi anche per più giorni, a seconda della disponibilità delle sostanze stupefacenti precedentemente acquistate con le quote a disposizione. Direttamente derivanti da questa pratica, sono altre, anch’esse insidiose, situazioni: dallo sviluppo di una forte dipendenza da sostanze tossiche a quello di IST – Infezioni Sessualmente Trasmissibili.

A caratterizzare il chemsex, infatti, è l’uso di sostanze insidiose come il GHB, meglio nota come “la droga dello stupro” (quindi sedativa ma che al contempo aumenta la sensibilità tattile), unitamente ai cristalli di metanfetamina (dall’intenso effetto stimolante) o al mefedrone (anch’esso stimolante ed eccitante), che portano spesso al cosiddetto “craving”, ossia al desiderio e necessità di un consumo sempre maggiore di sostanze stupefacenti. Per quanto riguarda invece le infezioni sessualmente trasmissibili, questi incontri, senza freni inibitori, portano spesso al non uso di preservativi, con conseguente loro maggiore diffusione.

Un mondo sconosciuto ai più, che ci viene raccontato, forse per la prima volta nella narrativa di “intrattenimento”, da Andrea Mauri e Angela Infante, attraverso 10 racconti brevi, nati da testimonianze vere, raccolte tramite interviste a ragazzi che lo praticano.

“Ragazzi chimici – connessioni di chemsex”, pubblicato da Ensemble edizioni, con la postfazione a opera del sessuologo e docente universitario Filippo Maria Nimbi, risulta essere, pertanto, un documento importante  sia per conoscere l’argomento sia per fermarlo e limitarne i danni.

 

 L’intervista

 

D. "Ragazzi chimici" è un’antologia basata sul chemsex, che si ispira a storie vere, che avete ascoltato e raccolto attraverso delle interviste. Prima di entrare all’interno del loro contenuto,voglio chiedervi qual è stata la molla che vi ha fatto interessare all’argomento.

MAURI: L’idea è stata di Angela. Mi ha proposto di scrivere questo libro e ho subito accettato. È stata l’occasione per approfondire le dinamiche di un fenomeno di cui avevo sentito parlare e che mi incuriosiva.

INFANTE: Lavoro da più di 10 anni in un reparto di Malattie Infettive con persone sieropositive e ascolto le loro storie.  Un paio di anni fa, alcuni di loro hanno manifestato l’interesse a parlarmi e confrontarsi su questo fenomeno, qualcuno perché ne aveva sentito parlare, qualcuno perché aveva partecipato ad alcune sessioni.

Durante il primo lockdown, complice la chiusura forzata, ho iniziato a domandare di poter fare delle “chiacchierate” sull’argomento; è stato tutto molto fluido, senza riserve e con onestà, con interesse e senza giudizio, nasce così l’idea.

 

D. Dicevamo che i racconti contenuti all’interno del libro sono ispirati alle testimoniane raccolte attraverso delle interviste. Come siete arrivati a questi testimoni?

MAURI: Su questo ti risponde Angela, perché è lei che ha realizzato le interviste. Io ho ricevuto il materiale, che ho sbobinato appuntandomi gli aspetti più forti, in un certo senso quelli più narrativi, per trasformarli in storie. Il mio lavoro è stato quello di rispettare l’anonimato che gli intervistati ci hanno chiesto, renderli irriconoscibili nei racconti senza tradirne però le emozioni e i sentimenti, cioè la psicologia dei protagonisti, introducendo dei necessari elementi narrativi.

INFANTE: Ho chiesto ad un amico grafico di preparami una locandina, dove lasciando il mio indirizzo mail, chiedevo di essere contatta, da persone che erano coinvolte a vario titolo nel fenomeno del chemsex; anche con una mail fittizia, una chiacchierata per conoscerci. Quindi, ho postato la locandina sui miei profili social; ha incuriosito molti uomini e poi è stato semplice. Ho anche molti amici gay all’interno della mia comunità e il “passaparola gay”, (mi ricorda il film di Ryan Murphy The normal heart), ha fatto il resto. Sicuramente mi ha aiutato il fatto che io lavori in campo HIV.

 

 

D. Cosa vi ha colpito maggiormente dei loro racconti?

MAURI: Mi sono trovato davanti a uno scenario che non immaginavo. Le motivazioni dei ragazzi chimici sono molteplici. A riprova del fatto che nella vita nulla è solo bianco, nulla è solo nero e che il chemsex è un fenomeno trasversale. Nei racconti ho sentito tanta solitudine e pure un’ansia da prestazione. Tra le righe emerge uno sminuimento del corpo e una difficoltà a percepirsi in armonia con il mondo, sia sul piano fisico che su quello psicologico. Ma c’è anche chi fa chemsex per puro svago, per migliorare la prestazione sessuale. Questi sono gli aspetti di un fenomeno che tutti dovrebbero conoscere per smontare qualsiasi sorta di pregiudizio in merito.

INFANTE: Quello che mi colpisce in ogni storia che ascolto con genuino interesse. Mi ha colpito la fiducia nel narrarsi, la consapevolezza di quello che stavano facendo nelle mille tonalità di grigio in cui tutti viviamo, la capacità di analizzarsi nei comportamenti: riconoscere la dipendenza o solo lavoglia di divertirsi e il tentativo, a volte ironico, a volte lancinante di non prendersi, sempre, troppo sul serio. Tutti consapevoli nel riconoscere che sarebbe arrivato “un loro tempo” per smettere.

 

D. E quale è stata, invece, la storia che più vi ha scosso e perché?

MAURI: Per me è stata quella del racconto intitolato “Orgasmo livido”. In questa storia il chemsex parte all’interno di una coppia con delle modalità forti: innanzitutto una grande differenza d’età tra i due protagonisti e poi con atti consensuali che si avvicinano a una certa violenza, ma sempre nel reciproco rispetto e accordo. In un secondo momento l’esperienza si allarga ad altre persone con esiti disastrosi.

INFANTE: Non credo ce ne sia una particolare, quando si ascolta senza giudizio, le parole scorrono con un loro senso, e fanno meno male. Quella in cui ho dovuto più contrastare la sensazione frustrante di totale impotenza, è stata “Anonimo Veneziano”; a questa storia, dallo svolgimento singolare, perché fatta di persona, non ero pronta. Nella lettura se ne può intravedere “trasparente” il perché.

 

 

D. Perché il chemsex sta prendendo sempre più piede nella società e perché fra le persone, giovani e meno giovani, si sta affermando l’idea che per un amplesso ci sia il bisogno di assumere sostanze stupefacenti?

MAURI: Da un lato mi sembra di percepire una certa curiosità nell’esplorazione del sesso attraverso nuove modalità. Dall’altro gioca un ruolo fondamentale la percezione che si ha del proprio corpo. Come dicevo prima, si sta diffondendo un’ansia di prestazione, un’inadeguatezza di fronte a modelli di corpi perfetti e di atti sessuali vigorosi, al limite del bestiale in qualche caso, veicolati dai video porno. Assistiamo a un bombardamento sostanzioso di questi messaggi, che possono generare l’ansia di inseguire qualcosa di irraggiungibile perché non ci appartiene.

INFANTE: Possiamo analizzare e indagare tutti i comportamenti legati a pratiche più o meno trasgressive, lecite, opportune e con gli aggettivi potrei andare avanti per lunghe righe ma penso che la risposta “giusta”, ammessa che ce ne sia una, è da “ricercare” nella richiesta, non giudicante, alle persone interessate. Io faccio in questo modo.

 


D. Chi fa sesso sotto effetto di metamfetamine è consapevole delle conseguenze che potrebbero generarsi?

MAURI: I ragazzi chimici raccontano in che modo hanno affrontato il cosiddetto down da assunzione di droghe, cioè il momento in cui le sostanze cessano il loro effetto e li sprofondano in una grande incertezza. Sono consapevoli del rischio di isolarsi per giorni interi, di vivere in una dimensione parallela, di rinunciare alle relazioni interpersonali, di sviluppare problemi di concentrazione sul lavoro e nel peggiore dei casi di arrivare persino a perderlo. E affrontano tale consapevolezza in modo differente. Per esempio, alcuni sviluppano una mania di tenere tutto sotto controllo per scandire con regolarità la partecipazione ai chill; altri faticano a imporsi il controllo sul desiderio e la necessità di un consumo sempre maggiore di sostanze stupefacenti; altri ancora si preoccupano meno del futuro. Comunque sia, per me è fondamentale che si lavori sulla riduzione del danno per avere le risposte giuste a chi chiede aiuto.

INFANTE: La consapevolezza non è ospite benvenuto in queste sessioni; dalle esperienze raccontate e vissute in momenti come questi, lunghi momenti che diventano giorni, la mente è affollata da pensieri e da fantasie che abitano gli stati di incoscienza. La consapevolezza abita la vita di ognuno di noi, prima o dopo la sessione di chemsex, in quell’attimo, credo, non vale il “cogito ergo sum”.

 

 

D. Nel libro si fondono le vostre competenze, Angela sei una counselor e una educatrice mentre, lo sappiamo benissimo, Andrea sei uno scrittore di talento. Come nasce la vostra collaborazione?

MAURI: Frequentavo le associazioni glbtqi+ e gli eventi che organizzavano. Mi piacevano molto quelli ideati da Angela. Gli ultimi suoi cui ho partecipato sono stati una serata di teatro counseling e una sfilata di moda in occasione della giornata mondiale della lotta contro l’Aids. Non ricordo però qual è stata la prima occasione, quella in cui ci siamo conosciuti.

INFANTE: Conosco bene il mio lavoro: ascolto storie, raccolgo storie e, a volte, mi diletto a scriverle. La nostra collaborazione nasce dalla voglia di fare “qualcosa” insieme per la nostra comunità, con onestà, non raccontando solo “i colori che colorano” il nostro orgoglio, ma anche quelli “acidi” che lo rappresentano. Quello con Andrea è stato un incontro magico, ma è stato un bellissimo incontro anche quello con l’editore che ha creduto in noi,Matteo Chiavarone di Ensemble, e quello di tutte le persone che “girano” intorno a questo progetto; progetto che poteva anche risultare “scomodo”.

 

D. Su quale aspetto vi siete confrontati maggiormente e cosa avete imparato l’uno dall’altro durante la lavorazione?

MAURI: L’aspetto fondamentale è stato quello di rispettare le storie che questi ragazzi hanno deciso di regalarci. Non era scontato che aderissero all’appello di uscire allo scoperto e raccontare aspetti profondi, intimi e delicati della loro vita. Il rispetto che doveva passare necessariamente, come ho detto prima, attraverso l’attenzione con la quale costruire i racconti che fanno parte del libro. Che cosa ho imparato da Angela? La schiettezza di porsi al prossimo, la risolutezza con la quale porta a termine gli obiettivi e la semplicità con la quale gestisce la sua energia inesauribile che tutto e tutti travolge.

INFANTE: Il confronto è il sale della vita, e io notoriamente mangio con l’aggiunta di molto sale. Non potevo perdere l’occasione ghiotta di lavorare con Andrea. Amo il suo stile di scrittura asciutto e onesto, la gentilezza e l’eleganza con cui entra nelle vite degli altri e un genuino interesse per i fatti della vita.

Cosa ho imparato? Ad avere una sorta di pazienza, dote che non mi caratterizza!

 

D. Per concludere, Ragazzi chimici quale elemento di riflessioni speriate lasci nel lettore?

MAURI: Mi piacerebbe che il lettore venisse toccato da queste storie fino a sentirle proprie, magari arrivando persino a immedesimarvisi. Secondo me, tutte le esperienze, anche le più estreme, raccontano qualcosa di noi. Inconsapevolmente fanno emergere i nostri lati oscuri, quelli che preferiamo non vedere. Ebbene, se questo libro ci autorizzasse a scavare nel nostro io più buio fino a destabilizzarci, allora sarebbe un ottimo risultato. Del chemsex se ne deve parlare. Credo che in futuro arriveranno nuovi studi scientifici sul fenomeno, che si cercherà di misurarne la portata e che, come succede già in altri Paesi, si appronteranno dei servizi adeguati alla prevenzione e alla riduzione del danno. Nel frattempo però è bene parlarne in ogni luogo.

INFANTE: Sarò lapidaria, ognuno confezionerà le sue; io voglio solo che se ne parli!

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Damiano Dario Ghiglino: «uno sguardo o una frase possono fare la differenza».



Un ragazzo cammina portando con sé una valigia lungo le strade innevate di una città tedesca. Non sa da dove viene, né dove sta andando. Sa solo che si è lasciato il passato alle spalle perché è gay, è diverso. Sarà così che Eric intraprenderà un lungo viaggio alla scoperta di sé rivelando, tra incontri inaspettati e interrogativi senza risposta, l’essenza di una vita che è tutte le vite.
Un romanzo cosmopolita, visionario, oscuro ma anche luminoso, sulla ricerca dell’identità attraverso le molteplici tappe dell’esistenza umana.

Questa la premessa di “Ragazzo, uomo e nemo”, il nuovo romanzo dello scrittore  Damiano Dario Ghiglino. Un romanzo in cui l’autore torna ad affrontare i topic a lui cari e di cui a Il mio mondo espanso,nell’intervista che segue, ne racconta l’origine. 

 

L’intervista

 


D.
Damiano Dario, il tuo romanzo è il viaggio di un ragazzo alla ricerca di sé. Come nasce la storia.

R. Essendo la trama tutt’altro che lineare, non vi è una sola storia. Il protagonista, Eric, deve fare i conti con i propri trascorsi, con un passato estremamente variegato.

 


D. Fondamentale in ogni viaggio, come anche in quello del tuo protagonista, sono le persone che si incontrano e che in qualche modo, non dico influiscono, ma contribuiscono a creare la nostra personalità. Nella tua esperienza, qual è stato l’incontro più importante è perché?

R. È molto difficile, se non impossibile, dire quale sia stato l’incontro più importante della nostra vita.

Quello che ho notato viaggiando è che, a volte, uno sguardo o una frase possono fare la differenza.

I protagonisti del romanzo nascono perlopiù da persone reali, incontrate durante i miei viaggi. Persone che mi hanno ispirato, ma con cui non ho mai approfondito la conoscenza. Ragazzi smarriti con i quali ho trascorso pochi giorni o addirittura poche ore e, proprio per questo, ho potuto idealizzare. Personalità fuori dal comune che nella vita di Eric, il protagonista, assumono l’importanza che, nel bene e nel male, non hanno mai avuto nella mia.



D.
Nel romanzo  il viaggio di Eric inizia dal momento in cui a causa del suo coming out non può fare ritorno alla sua terra. Un incipit che rispecchia una realtà ancora viva nella nostra società. Secondo te, le generazioni LGBT precedenti in cosa hanno sbagliato se questi canovacci continuano a ripetersi tutt’ora?

R. Il coming out è uno degli argomenti centrali del romanzo. L’errore (se così lo vogliamo chiamare) della comunità LGBT consiste nel manifestare il naturalissimo bisogno di sentirsi accettati. A quel punto, se tu mi accetti, mi stai facendo un favore. Si crea una strana forma di disparità, di subordinazione. Eppure, l’accettazione dovrebbe essere scontata e immediata, non dovrebbe passare attraverso un processo di consapevolezza, non ci dovrebbe essere bisogno di sensibilizzare.

Il protagonista del romanzo non tenterà mai di riallacciare i rapporti con quella famiglia che l’ha ripudiato in quanto omosessuale.

 

D. Da che ti conosco ti vedo sempre in giro per il mondo e questo aspetto lo si riscontra anche nei tuoi romanzi, dove gli spostamenti sono un topic. Cosa significa per te viaggiare e entrare a contatto con realtà diverse?



R.
Ne approfitto per rispondere con una citazione dal mio precedente romanzo ‘Il sole d’agosto sopra la Rambla’. Il paragrafo si riferisce a Julio: uno dei personaggi principali, pur non facendo parte della comitiva dei ‘giovani tramonti’.

“Avrebbe osservato, percepito, gustato, bevuto, fatto l'amore in molti modi diversi con quel senso d’incertezza e transitorietà che tiene in bilico l'animo dello straniero. Perché chi viaggia non vive solo la sua vita, ma in primo luogo quelle degli altri, sublimandole dalle proprie altezze, da vette rarefatte raggiunte di soppiatto, lontano da tutti e pur in mezzo a tutti.

Poi a un tratto il respiro viene a mancare e la ragione lascia spazio allo stupore, la bocca rimane semichiusa, gli occhi spalancati di fronte all'imponderabile, misterioso e pur stranamente essenziale, segreto dell'esistenza.”


D.
Attraverso il viaggio di Eric, al lettore è rivelato, cito le tue parole, “l’essenza di una vita che è tutte le vite”. Se pensi all’essenza della tua vita, qual è?

R. Mi piace considerare ‘Ragazzo, uomo  e nemo’  un romanzo di formazione. Come nella maggior parte dei romanzi, non è presente alcuna velleità di dare risposte a quesiti esistenziali. Ma spero di essere almeno riuscito a pormi giuste domande.

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"Ora che sono nato" - Maurizio Fiorino racconta lo scoprirsi gay ai tempi di “Non è la Rai” e le Spice Girls.

A cura di Francesco Sansone - @Francesco_San83 Francesco_Sansone_Blogger
Grafica di Giovanni Trapani




Il libro

In una strampalata famiglia del Meridione il piccolo Nato sogna di diventare una Spice Girl. 
Spietato, emozionante, sempre in bilico tra la commedia e la tragedia, Fiorino scava a mani nude nel nostro intimo e con tocco delicato ci immerge nel racconto, strappando qualche lacrima e subito dopo una risata.

Una madre nevrotica con un ego fagocitante, un padre megalomane e scaramantico fino all’inverosimile, una sorella bugiarda patologica ai limiti dell’indecenza e un fratello diventato il primo caso della storia di bullo balbuziente. Poi c’è Nato, ultimo discendente della famiglia Goldino e aspirante Spice Girl. È lui a raccontarci, tra un Calippo Fizz e sgangherate dichiarazioni d’amore, sullo sfondo di una provincia del Sud Italia negli anni Novanta, le improbabili vicende che hanno segnato l’infanzia e l’adolescenza di un ragazzo che si sente diverso dalla sua scombinata famiglia e cerca di emanciparsi.

Ora che sono Nato è il diario di una diseducazione sentimentale che dai meandri più remoti della nostra anima ci porta per mano fino alla più sorprendente e mai scontata dichiarazione d’amore, quella per se stessi e la propria libertà.

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Un romanzo veritiero

Ora che sono nato”, il nuovo romanzo di Maurizio Fiorino, pubblicato da Edizioni E/O, racconta il percorso di crescita che porterà il giovane Nato alla dichiarazione d’amore per se stesso e per la propria libertà.

Maurizio Fiorino riesce a costruire una storia in cui ognuno, soprattutto i cosiddetti millenians, ossia quelli che, come me, sono cresciuti a pane e Non è la Rai e scatenandosi al suono di Wannabe delle Spice Girls, possono riconoscersi.

La storia di Nato e della sua famiglia potrebbe essere quella di un qualsiasi ragazzo degli anni novanta, cresciuto in un’Italia che, lentamente, si avvicinava all’era dei telefonini e delle chat. Un quadro veritiero, se non realistico, dove scoprirsi gay non era tanto semplice e che mostra come, in fondo, gli stereotipi hanno sempre fatto parte della nostra società.

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Ironia e drammaticita, per una storia intensa

Fiorino mescola tutti questi elementi con una scrittura diretta, nella quale alterna una sana e acuta ironia a una drammaticità consapevole e adeguata ad affrontare le sofferenze e le nevrosi famigliari e personali dei protagonisti del suo romanzo.

Difficile affermare quale sia il punto forte del romanzo, poiché ogni capitolo ha una potenza narrativa e descrittiva, capace di lasciare il segno nel lettore, anche in quello più distratto. Il disagio che Nato prova nella sua crescita è descritto nelle varie fasi in modo adeguato e consapevole, in cui si avverte l’esperienza personale dell’autore.

Da leggere assolutamente

Pertanto, se avete voglia di rivivere le atmosfere degli anni novanta e i primi anni del duemila, provando a rispecchiarvi nelle dinamiche famigliari di Nato e del suo processo di maturazione e consapevolezza di se stesso, non potete perdervi Ora che sono nato di Maurizio Fiorino

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L'intervista

Se vi siete persi la mia intervista a Maurizio Fiorino a Coverbook, il programma dove i libri diventano musica, alle 20 sul sito di Radio Base, troverete il podcast.


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Unfair Terms - S.M. May ci trascina nuovamente nel mondo della finanza

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A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani



Noah Kress ha sempre avuto due immutabili punti di riferimento: la sua azienda di private equity e il suo lavoro segreto al Circolo, uno dei club più esclusivi di Boston. Eppure, da pochi mesi c’è una nuova stella nel suo cielo: Martin Scheer, l’amante più difficile e il gestore di un impero finanziario a cui può ambire solo da lontano. Perciò l’unica cosa che Noah può fare è stare attento a non scottarsi, perché Martin è abituato a brillare senza altri comprimari intorno e il suo passato è in grado di bruciare tutto ciò che gli sta troppo vicino.

Parker Andolfi è tanto vincente nel ruolo di esperto di contrattualistica e diritto finanziario, quanto è fragile nella propria solitudine e in una ricerca d’affetti che sinora è stata la principale causa della sua rovina. Lud il Rosso, il dom più esperto del Circolo, potrebbe riportare il giusto ordine nel caos in cui sta lentamente precipitando, ma prima Parker deve dimostrare di valere abbastanza per invogliarlo a fare un tentativo.

Segreti inconfessabili, faide familiari, gruppi societari da espugnare: le partite entrano nel vivo, le clausole iniziano a reclamare gli adempimenti più dolorosi… …e non tutti i giocatori sono disposti a pagare il giusto prezzo.

Questa la trama del Unfair Terms – Clausole Vessatorie, il secondo capitolo della serie Secret Agreements di S.M. May, pubblicato indipendentemente sia in versione cartacea, al prezzo di 10,00 euro, sia in ebook, al costo di 2,99 Euro.

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La May dimostra ancora una volta di essere un’autrice valente e poliedrica. Riesce a spaziare da una tematica all’altra risultando sempre credibile e preparata. Ogni volta che si avvicina a un argomento, lo descrive con accurata scrupolosità, rendendola credibile all’inverosimile.

Il suo stile asciutto e diretto permette di eliminare alcune zavorre del genere romance, ma non la sua struttura, anzi. Il romanzo acquisisce maggiore profondità.

La mescolanza degli argomenti creano una storia intensa che non risparmia colpi di scena né sviluppi inaspettati.
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Pertanto, se volete immergevi nell’intricato mondo finanziario di Noah e Parker non aspettate e leggete Unfair Terms di S.M. May.
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Una promessa di Natale - K.C. Wells racconta l'amore sotto l'albero

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A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani



L'ultima cosa che Micah Trant si aspetta di trovare in mezzo alla neve, sul ciglio della strada, è un uomo che è stato chiaramente picchiato, e quando scopre l’identità del malcapitato, capisce che è qualcosa di più di una semplice coincidenza. Come buoni samaritani, Micah e suo padre offrono ospitalità allo straniero, così che possa recuperare. Dopo tutto, è quasi il Giorno del Ringraziamento, e Greg non è in condizioni di viaggiare per ritornare a casa. Quell’offerta, però, non è una mossa del tutto altruistica: Micah vuole delle risposte, e non è l'unico.

Greg non riesce a credere a come siano andate le cose. Le probabilità che fosse proprio Micah a trovarlo erano praticamente inesistenti, ma accetta comunque la sua offerta. Man mano che i giorni diventano settimane, Greg impara a conoscere la famiglia di Micah e arriva a rendersi conto che, stare con loro per un Natale del Wyoming, potrebbe sul serio fornirgli le risposte che sta cercando.
Ma la magia delle vacanze regalerà anche qualcosa che Micah e Greg non si aspettavano proprio.

Questa la trama intorno a cui ruota Una promessa di Natale, il romanzo di K.C. Walls, la cui copertina è stata realizzata da Meredith Russell, pubblicato indipendentemente su Amazon in formato ebook al costo di 2,99 Euro.

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La magia del Natale ha la capacità di rendere bella qualsiasi cosa, ma in questo caso la storia è bella di per sé e l’atmosfera festiva è un di più che non guasta.

In questo romance non mancano elementi narrativi avvincenti e coinvolgenti: si passa dal terrore alla diffidenza, dalla nascita di un amicizia all’affermazione di sentimenti più profondi. La Wells riesce a descrivere tutto con maestria e accurata scrupolosità lessicale.

Il sesso la fa da padrona anche in questo romanzo, regalando piacevoli momenti a chi ama le descrizioni di questo tipo.
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Pertanto, se per voi il Natale dura tutto l’anno e non ne avete mai abbastanza di luci e spirito festoso, Una promessa di Natale di K.C. Wells è il romance che fa al caso vostro.

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